691. 16.

18 Dic

(16). Tutto, a suo tempo, sarà spiegato; se Le faccio scontare tutti gl’inconvenienti d’un’esposizione lenta ed esitante, è sia perché la questione è assai complessa, e richiede tutto il ricorso al Suo non scarso comprendonio, che vuol essere pertanto dolcemente sollecitato piuttosto che tutt’in una volta sovraccaricato di notizie, e sia perché so che la veritàm complessa, difficile, implausibile nella sua apparenza, La ripagherà con ricca usura di questi momenti, per quanto lunghi, di contrarietà e sconcerto; non per altri motivi che questi due mi permetto di farLa così lungamente aspettare, pregandoLa di reprimere la premura, di soffocare la fretta, di porre il morso all’impazienza, e di seguire con molta attenzione e calma assaissimo quanto questo vecchio sconosciuto Le verrà a mano a mano svelando: spavento, rabbia, sospetto, tutte queste Furie, cfhe fanno un inferno dell’intelletto in cui s’insediano, siano scacciate dal Teseo coraggioso del Suo bel discernimento, dunque; per parte mia farò ogni violenza alla mia stessa fretta di dir tutto, dopo tanti anni che mi porto questo peso sul cuore, e procurerò di seguire con ogni metodo ogni ordine ogni rigore il mio racconto, proponendomi sin d’ora di seguire una traccia razionale, semplice e piana per quanto si può, nell’esporLe quanto Le compete: poiché sapere, ormai, è Suo pieno diritto, e mio dovere dirLe tutto, anche con ambagi purché senza approssimazioni: partendo proprio dal punto fondamentale, ossia quei tanti momenti della Sua vita in cui Le è parso chiaro che qualche misterioso evento avesse condizionato la Sua esistenza fin dalla nascita, che nulla di quanto Le perteneva fino a quel momento le appartenesse veramente, che il Paese in cui abitava in realtà non fosse il Suo, che le persone che identificava con un padre ed una madre non fossero realmente quelle che sarebbero dovute essere, che la Sua casa non fosse il luogo in cui era stato destinato a vivere, che la lingua che parlava non fosse in realtà quella che avrebbe dovuto parlare, che tutto quanto Le s’andava insegnando non fosse in realtà quello che avrebbe dovuto sapere, che tutto quello che Si vedeva intorno non fosse il luogo al quale avrebbe dovuto appartenere, che alla base, insomma, di tutto quello che era costretto a considerare come il Suo Sé, o il Suo ambiente, il Suo mondo, ci fosse qualche non ancòra scoperta menzogna.

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