687. 12.

18 Dic

(12). Fino al 1985, quando tanto rigore, tanta precisione, tanta fatalità di esiti Le venne molto fatalmente a nausea; S’era ormai accorto che la scienza, importando le difformità rapinose del mondo naturale nelle stitiche forme della sua poesia geometrizzante, non aveva affatto vivacizzato il gioco, ma l’aveva stabilmente mantenuto entro i suoi ferrei limiti, e che per quanto riguardava il Generatore nel suo complesso non si stava più trattando di una macchina che supportava la creazione poetica, ma di Lei che era entrato a quasi pieno servizio di una macchina, una condizione che proprio non Le andava, una funzione alla quale proprio non riusciva a piegarSi; quanti più progressi faceva, sia pure occasionali, & quasi saltuarj, nella scoperta delle potenzialità insospettate della Sua macchina, tanto più inaspettate e sorprendenti quanto più rudimentale, in fondo, & elementare era il principio combinatorio, tanto più un senso di schiavitù, limitatezza, alienazione e disperazione le invadeva la mente: l’umor nero, o atrabile, quella che oggi in certi casi si chiama depressione & è in fondo l’unica reazione sensata alla consapevolezza dell’inanità di qualunque proprio sforzo, era un esercito in armi in attesa sotto le mura non più così ben munite del Suo spirito; un colpo di mano, un assedio appena prolungato sarebbero stati sufficienti a far crollare la ròcca: e fu allora — ricordo nuovamente che correva il 1985 — che molto saggiamente decise di ritrarSi e distrarSi, prima che il ragionamento giungesse a conclusioni troppo radicali, costringendoLa a mettere in discussione certezze indispensabili e continuamente a rischio di andare in frantumi, quali il libero arbitrio, il concetto di personalità e di unità della mente, la nozione di merito e di virtù e di responsabilità, e si diede alla scrittura (galeotto qualcuno dei peggiori numeri di Weird Tales, che con la loro torva scemenza La salvarono, si può dire, dalla più cupa follia) di novelle di fantascienza, nei ritaglj di tempo dalla scuola e dai diporti, opericciole alla fin dei conti tutt’altro che disimpegnate, con alcuni tours de force vertiginosi, che ebbero il dubbio onore, anche, di essere ospitati sulle pagine di qualche rivista specialistica, vale a dire sulle pagine di qualcuno di quei giornali ciclostilati di diffusione rionale che forse riuscirono a garantirLe una decina di lettori, ma non certo, nonché l’immortalità, qualcosa di simile a una passabile durevolezza, dato che, con poche fortunose eccezioni, quasi nulla di quella produzione, proporzionalmente, è sopravvissuta fino al dì d’oggi — peccato, perché anche questo esercizio venendole spaventevolmente a noja, rimase limitato a questo solo breve periodo, lasciando quindi pieno spazio alle attività diportive, in specie la corsa campestre, la pallavolo, la pallacanestro, la pallanuoto, la palla incatenata o che altro, lo sci, il nuoto, &c.: attività, non nego, corroborantissime, apportanti preziosi quantitativi d’ossigeno al cervello ed ai tessuti tutti del corpo, responsabili di una copiosa traspirazione nemica del ristagno di umori cattivi, altrimenti detti tossine, segnatamente di qualunque eccesso di umor nero; permanendo in Lei purtuttavia – non voglio trasandarlo – quel tanto di umore peccante che tutto l’esercizio delle membra al mondo mai e poi mai avrebbe potuto eliminare.

Annunci

Esprimi pure (prego) la Tua garbata opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: