678. 3.

18 Dic

(3). Chi Le scrive la conosce, non di vista (eccettuata una fuggevole occasione di più di trent’anni fa), ma di nome e per sentito dire, e innanzitutto per aver conosciuto i Suoi genitori: e il fatto che la presente lettera Le provenga dall’Italia (come anche il Suo nome, peraltro) rende tutto per il momento poco credibile, esattamente come usura d’implausibilità è la familiarità del tono di me notajo e latore di notizie, ufficiali innanzitutto, che Le scrivo; eppure è proprio così: non sono, ma fui un ottimo amico dei Suoi genitori, e La vidi nascere; e so dirLe che Ella nacque il I di gennajo del 1974, esattamente trentacinque anni orsono al momento di scriverLe, e so bene dove; se un neo sotto il capezzolo sinistro, come talora avviene, è stato riassorbito nel corso del tempo, o asportato, farà parzialmente fede che L’ho vista poco dopo ch’era sortito dell’utero materno una piccola voglia di fragola sul collo, alla base, poco sopra l’attaccatura della spalla destra, ma mi rendo conto che queste non sono prove, e che potrebbero essere benissimo nozioni desunte a loro volta dal sentito dire, come peraltro tutto quant’altro so di Lei, quale, alla grossa, e senza troppa fatìca, il suo brillante cursus honorum, la buona carriera scolastica presso una scuola elementare della Hell’s Kitchen prima, poi presso la CII scuola pubblica di New York, poi l’istruzione superiore presso licei di varie parti degli Stati, tortuosità della Sua formazione dovute ai frequenti spostamenti, fino ai primi anni ’90 del secolo appena scorso, di Suo padre, Josiah van Barnavelt, chimico, impiegato come esterno presso diverse industrie alimentari prima e rappresentante poi — fino all’approdo a Harvard, grazie ad una borsa di studio e alla Sua in fondo strana ostinazione a volerSi laureare in una disciplina arida e lontana dai Suoi interessi, economia, ciò che non Le venne propriamente fatto, a dispetto del brillantissimo esito, ma Le costò infiniti infelicità e sforzo; dopodiché, dal 1995 in poi, i Suoi numerosi tentatìvi di dar corpo alle Sue aspirazioni in campi meno gretti, coltivàti sin dall’infanzia, colla creazione (ed era anche quella una forzatura, anche se minore, alle Sue inclinazioni) di un fumetto, Melmoth the Wanderer, di cui sono in poter mio le prime 3 uscite, le uniche, interessante e sfortunato primo parto del Suo ingegno; l’edizione di una curiosa raccolta poetica, latinamente Sylva, specimen di una più robusta produzione antecedente, peraltro andata, per Sua trascuratezza volontaria, quasi completamente dispersa (non so, anche se amo fare illazioni, specialmente riguardanti la Sua persona, con quanto postumo rimpianto; ma se quella produzione andò dispersa, non fu tuttavia distrutta, e voglia anzi prender nota, nel caso appunto Le interessasse, che stanno in poter mio, tra molte altre cose, un mazzetto di odi inglesi dal titolo Some Visions of History, comprendenti un’elaboratissima Death of Athalia; il poemetto Ivi Atua; il tentativo in ottave Marianna e la Libellula, frutto primaticcio dei Suoi studj di lingua e letteratura italiana dal ’98; la “sceneggiatura in distici”, in una sorta di pidgin angloitaliano Giòvan Franchising, Busy Nelly!, che è la storia di una ex-librettista ispirata alla Camerata de’ Bardi che risolleva le proprie sorti economiche lavorando per una catena di lavanderie a gettone; più cinque o sei centinaja di suoi Sonnets, e molte altre cose & cosucce).

Esprimi pure (prego) la Tua garbata opinione!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: