677. 2.

18 Dic

(2). In allegato a questa mia discorsiva lettera, segno e prova che quanto Le verrò qui narrando non è né dovuto alla garrulità dello scrivente, né è insulsa ciancia, o follia, o malafede di ciarlatano, troverà alcuni documenti, in busta chiusa: io La prego, per il momento, di non volerli toccare, e di servirSene dopo la lettura della presente come suffragio della sua veridicità — ossia della veridicità di quanto un documento può comprovare –, e di non sostituirli ad essa, per quanto penosa possa risultarGliene la lettura: una preghiera caldissima, e una fervidissima esortazione, che spero di tutto cuore sarà da Lei esaudita, senza cedere a qualche contraddittoria curiosità, a qualche infrattoria seduzione, a qualche tumultuarietà sospettosa nei confronti di chi con tanta franchezza, senza esser conosciuto, si permette di scriverLe; e non perché essi documenti consistano in chissà quali rarità al sole ignote, essendo molto semplicemente 3 certificàti di nascita, 2 di morte, 1 di matrimonio, 1 stato di famiglia, 1 testamento, 1 stima patrimoniale; ma perché i nudi nomi significano tutto e non significano niente, l’induzione, o il facile inferimento consolatorio, di un’omonimia, di un vizio di forma, di un errore qualsiasi possono benissimo rendere dubbio, specie agli occhj di chi non è preparato alla verità, quello che invece è in sé tanto chiaro, fin troppo chiaro, e nella sua formulazione cancellaresca, nella nudità delle sue espressioni, nell’incontrovertibilità dei dati prodotti è, per paradossale meccanismo della mente umana, più facile a rifiutarsi che ad accogliersi & accettarsi in pieno; se si eccettua la possibilità, che pure sussiste, del contrario, ossia che le si accolga, invece, invece di rigettarle, e le si accetti e le si comprenda in luogo di respingerle, nel qual caso la nettezza di contorni dell’evidenza è come il filo d’una lama, e la coscienza che se ne risente è come carne viva sotto essa lama; se, dunque, Quintiliano, io poc’anzi fui indotto da tristi, complicate circostanze a prometterLe, con le mie rivelazioni, tutta la brutalità d’un’operazione chirurgica invasiva, preferisca la lama scrimitosa nascosta nel taglio di queste pagine alla lama rotante, attivata da un meccanismo insensibile, che L’aspetta chiusa in quella busta: & acconsenta, per il tempo, certo non scarso, necessario a leggere con attenzione e per intero questa mia, a lasciarSela cadere di mano: chi Le scrive, spietatamente pietoso, procurerà di ridurre la dolorosità delle nuove che aspettano d’essere da Lei sapute al minimo indispensabile; e la piaga sarà forse suturata, almeno in parte, dalla salute, il premio che l’aspetta al termine di tanta sofferenza.

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