676. 1.

18 Dic

Parto con questo post a pubblicare (un verbo che agli scrittori veri fa venire l’orticaria, ho letto, ma il tastino blu qui a destra dice proprio questo: pubblica) un mio vecchio brogliaccio abbandonato, e totalmente illeggibile, che ingombra parte della mia casella di posta elettronica e parte della chiavetta. Si articola in alcune decine di frasi senza punti fermi, non so più perché.

La stesura è cominciata intorno a metà gennajo 2009, e s’è interrotta meno d’un mese dopo.

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Studio notarile

ATTUARIO MENECONI,

Via Pietro Micca 18 – 10122 Torino

 

I gennajo 2009

 

A Quintiliano van Barnavelt.

 

(1). Vengo con questa mia, pregiatissimo Signore, ad esporLe una questione della massima rilevanza, per Lei e per chi Le scrive; ed il fatto che chi a Lei scrive ha in cuore la questione quanto Lei che legge queste righe, dev’essere almeno parziale scusa alle prolissità a cui l’urgere dei ricordi e la necessità di comunicarLe cose attinenti la Sua persona (fatti che Ella ignora essendone stato volontariamente tenuto all’oscuro per tutti questi anni) mi cotringerà: con la speranza che Ella voglia sempre credere e tener conto che uanto anrò a Lei esponendo, se parrà quasi in ogni caso non conveniente ad una comunicazione proveniente da uno Studio notarile, negl’intento del medesimo scrivente sarà sempre mirata ad informarLa, nel migliore e nel più esaustivo dei modi possibili, riguardo molte faccende inerenti alla Sua famiglia, la Sua posizione attuale nei confronti delle persone con cui vive o ha vissuto fino a poc’anzi, la Sua posizione ereditaria e patrimoniale, e, ciò che più conta, il Suo passato in generale; quanto Le andrò rivelando nelle pagine che seguono La costringerà per forza ad assumere una posizione fino a questo momento per Lei non preventivabile; e La porterà a chiedersi — quali risposte dandosi, almeno negli auspicj di chi Le scrive, per ora si tacerà; ma vedrà da Sé che non potrà, per logica, non capire quale soluzione io mi àuguri — se sia o non sia il caso di mutare diverse cose, se non tutto, della propria vita, risolvendo anche di cambiare Stato, città, casa, occupazione, e in genere la visione stessa della vita quale finora l’ha menata, portandoLa ad essere quasi altr’uomo da quel che era; tutte considerazioni che, unitamente alla lunga consuetudine e al lungo rapporto di stima, e di affetto che univa chi Le scrive alla di Lei famiglia, inducono appunto lo stesso, nella mia modestissima persona, a dilungarsi tanto in racconti di fatti passati; se tutto questo Le arrecherà, e Le arrecherà, pena, mi creda quando Le protesto che la mia intenzione non è altra che beneficarLa, come il medico, che talora, per salvare un corpo, deve inciderne col bisturi le carni.

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