675. Augurj a Giovanni Di Jacovo.

11 Dic

Già volge un anno, e quello che avrei detto
Io esser l’anno tot purché a me noto,
Oggi è comunque un anno fa: a un sol moto
Va inesorato il tempo maledetto.
Aruspice frustrato, segni aspetto
Nei cieli, in aere, in ventri, in fuoco, in loto,
Né mezzo è ch’usi, e che non vada a vuoto 
Il mistero a che sia sciolto e interfetto.
D‘arti divinatrici l’ardua luce
Investe solo un miserando vero:
Jeri era jeri, e l’oggi il sole adduce.
Abbastanza non è – ma è mio pensiero –
Ciò alla scienza; e il mio ufficio si riduce:
Oh! a voi in lasciar, più savj, il gran mistero,
Veli serbando a me;
Oh! in far (GIOVANNI) augurio grande a te! 
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