659. Holden.

28 Ott

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Irene ha dedicato uno dei suoi post, non molto tempo fa, al forum della Holden. Se andate qui, vedete che c’è un sito dedicato alla scuola Holden di Torino, quel posto dove si paga o pagava fino a qualche annetto fa 9000 euri di retta annua per imparare a scrivere. Il forum, però, non ce lo trovate: fino a qualche tempo fa c’era, non so quando l’abbiano tolto. Erano ancòra presenti tutti i messaggj dall’ultimo reset. Qui, tra i commenti, tash, che mi è noto appunto dalla Holden in poi, lamenta la scomparsa del forum con tutte le discussioni che conteneva; ma dimentica, forse, che periodicamente c’era un reset, per cui tutto quello che era stato pubblicato prima di una certa data spariva dall’oggi al domani, senza nessun preavviso; e normalmente si alzavano a cielo le lamentele di quelli che avevano scritto direttamente in rete le loro cose.

Il forum apparteneva al sito della scuola; non stava scritto da nessuna parte che dovesse essere frequentato solo da quelli che facevano la scuola, ma non c’era scritto da nessuna parte nemmeno il contrario; sta di fatto che tutti quelli che vi erano iscritti – ed erano parecchj – erano del tutto estranei alla scuola stessa, salvo lo scrittore Giorgio Vasta, che aveva il nick gon – e che per fortuna si limitava a stare in ciat, senza postare mai nulla [1.] – , e la vincitrice di una delle fantomatiche borse di studio della scuola, che si faceva chiamare pipso o calipso, molto pretenziosa [2.]. Quest’ultima è una di quelle che mi colpirono maggiormente, perché dopo aver ammirato le prove – per la verità un po’ durette – di Gino Tasca, mancato qualche anno fa per un cancro, che traduceva ritmicamente i sonetti di Shakespeare, si provò anche lei periodicamente a spremersi fuori qualche sonetto, che per qualche motivo era sempre zoppo da qualche parte, e non era né ABBA ABBA CDC DCD o simili né ABBA CDDC EFFE GG o simili, ma aveva il sistema delle rime ogni volta stranamente improvvisato – nonostante se ne parlasse, anche, tavolta, non riuscì mai a venirne a capo. Eppure non mi è mai parso tanto difficile.

Il livello generalmente era piuttosto, l’ho detto anche di là, voria ma non poso, nel senso che se metto da banda Gino (pensionato di Padova), misery (insegnante pure di Padova che però scrisse pochissimo [3.]), e Azu stessa, non c’era proprio nulla che distinguesse la board da una specie di muro di latrina.

Il battuage vi era intenso: c’era abraxas, che era senza dimora, e che si attaccava in ciat a sedurre donne, dalle quali si faceva ospitare, e anche qualche uomo – tra cui me, lo tenni per una ventina di giorni sul pavimento in casa mia, ma erano tutte scuse, gli è che volevo cambiare vita e anche lui probabilmente mi è servito, o questa almeno era l’intenzione, a far saltare in aria la situazione [4.].

C’era anche un’attrice romana, che si faceva chiamare ev, o callas (!) [5.], che una donna mostruosa [6.] mi ha riferito essersi fatta mezza ciat, per poi rimanerci male perché i maschj tra loro mormorano e si vantano (salvo abraxas, che non si vantò di nulla, avendo dichiarato che a letto era una cozza morta).

C’era una psicologa probabilmente di Modena, che si chiamava nottambula, che scriveva di rado raccontini melensi, dall’inspiegabile ipocrisia untuosa, e aveva una personalità inquietante [7.].

C’erano violet e un’altra, che poi tra gli altri nick adottò quello di briochepelosa (ma come si chiamava, prima?), amavano molto le battute e sfottere, anche, un povero informatico belga con trascorsi neurologici di nome DarioFulci, che postava molte immagini e poesie di bambini, sempre e solo bambini [8.].

C’erano maudi, HannaDerrida e un’insegnante d’inglese di cui non ricordo il nick che costituivano l’intellighenzia del foro, perché scrivevano post di cui nemmeno loro capivano qualcosa – salvo HannaDerrida, che ancòra adesso scrive dei pezzetti allusìvi in cui spera che qualcuno si riconosca, vergognandosi di sé e riconoscendo la sua superiorità morale e intellettuale. Maudi postava anche delle orripilanti carte da parati che faceva, non so se per mestiere o per diletto; e aveva una compagna, non so se l’avesse conosciuta lì o fosse pregressa, che per la più parte del tempo si faceva chiamare Pentesilea, e sotto un altro nick scriveva poesie in cui faceva finta di avere quindici anni – faceva schifo; ricordo di aver preso molti insulti, sin dall’inizio, da quella troja, spero che abbiano messo al mondo venti figlj, e tutti storpj [9.].

C’erano tashtego (che è Francesco Pecoraro, che oggi scrive libri a mitraglia, e che stranamente adesso [v. lo stesso commento sullinkato] sostiene che la Holden sia stata veramente formativa per lui, forse per sgravio di responsabilità – in effetti non a tutti piace) e c’era Mario Bianco, che è Mario Bianco è Mario Bianco è Mario Bianco, e scriveva già in quel modo in fondo abbastanza strano che ha anche attualmente, e avrà per i prossimi centocinquant’anni della sua vita [10.].

C’era un avvocato, che elargiva molti consiglj, con gran sicurezza di sé, e poi postava novelle in cui avvocati e impiegate di terzo livello si davano appuntamento davanti alla macchinetta del caffè delle astanterie; scriveva “un pò” e “il ché” con gli accenti.

C’era pattypiperita, cattolica siciliana [11.] che amava molto Socci, Facci & Ciucci, e scriveva normalmente cose bruttissime e sperava che qualcuno la si facesse – il foro è morto prima che questo accadesse, e mi dispiace per lei. C’erano presenze discrete di lettrici, soprattutto, come sfinge e ven; e c’erano gli artòctoni, una piccola accademia letteraria comprendente Davide Chiara [12.], e altri (ricordo un nick: colmar, ma non so se fosse, magari, quello di Chiara o di chi altro), che non erano discreti affatto, ma postavano a cadenze regolari terrificanti racconti pornografici a firma “Stefy la Majala“, e quei postaggj sono stati dei più felici in assoluto, perché, per quanto trombona, cribbio Stefy se sapeva scrivere! E tutti gli altri, a defecare stronzini secchi sul cambio delle stagioni, la vetrina del tappetajo, i selciati delle città di provincia, e i bambini, maledetti!, che giocano in cortile, nel crepuscolo.

C’era poi palmadoro, che è sempre stato convinto che far parte del foro Holden o avere un blog fosse una cosa importante; era ed è totalmente privo di qualunque talento, fa il fotografo [13.].

C’era Panna, architetta di Napoli, che scriveva cose non intellettuali come quelle di HannaDerrida, ma abbastanza, ed era nojosissima, e credo che sia ancòra qualcosa di mortale (ha creato una casa editrice che stampa cose fatte in rete. Quando morì Gino, propose ad alcuni, tra cui indirettamente anche il sottoscritto, di fare un volumetto non con gli scritti, diciamo, letterariamente intesi di Gino, ma con i suoi più sapidi scambj di battute con gli altri forumisti. M’immagino che bello, un libro con le sue più vivide uscite contro Billy, una modenese di non molte letture ma dal buon intuito, che aveva Gino come il sapone negli occhj: “Se passi per Padova e fai un giro sotto casa mia ti do tante di quelle sberle che ti faccio diventare bella come Anna Mazzamauro. Perché adesso come sei puoi giusto ambire ad essere la sua caricatura“) [14.].

C’era antolipa, che aveva idee sue sul barocco, non ne ho un ricordo spiacevole. C’era poi tutta una serie di altri personaggj, che parevano l’uno la controfigura dell’altro, c’era apostrophe, ricordo, che forse si faceva chiamare approssimazione (posto non fosse un altro), e poi una serie d’informatici, ma i ricordi si confondono, si sovrappongono, e soprattutto si sono fatti stinti. C’era paperino, debole e influenzabile, stupido, che poi si chiamò novita, credo (stava per novità, ma non si poteva aprire un account con l’accento da qualche parte sul nick). C’era un ragazzo, bellissimo e dall’animo infido, a quel che diceva un’apprendista avvocata obesa, che aveva un nick con la -a, in fondo [15.], molti lo scambiarono per una donna, ed ebbe lunghe relazioni di ciat con uomini che uscirono profondamente delusi dalla temibile esperienza – questo si disse, ma chi può sapere se era vero? E a chi gliene frega qualcosa? (Come spiegare che me ne ricordo ancòra?). C’era una di Savona, che era completamente cretina, talmente cretina che quando apparve LucaBersi [16.] tutti pensarono che si trattasse di lei sotto mentite spoglie. Ce ne sono stati tanti altri, di cui mi sicuramente ricorderò.

C’era bri, ma non so che significato abbia bri.

C’era uno che fabbricava macchine che davano scariche elettriche, servivano, per quel che capii io, ma sicuramente non capii, a studiare il funzionamento dei fulmini, lo diceva a tutti e per questo si sentiva disprezzato, in specie da me, non capisco perché.

C’era BenitoCereno, molto giovane, amico di misery, ebbi solo uno scambio in ciat in merito al passaggio dell’Einaudi a Berlusconi, era intelligente [17.].

C’era una ragazzina, molto giovane, il nick non me lo ricordo, scrisse una bella poesia melodrammatica (dalla chiusa inferocente) su una diva dalle unghie smerdate, tenne fino a non molto fa un blog in cui parlava di suo salmone domestico, era veneta anche lei, nel 2002 vinse il Campiello giovani con un racconto in quattro parti.

C’era una che si chiamava Vanina, di nome, con cui ebbi qualche dialogo via mail, mi inviò anche Cecità di Saramago, mi disse che le mie novelle di bambine mortaccine la ispiravano nel suo lavoro, non so che lavoro facesse, ma cercava abraxas, io non sapevo dove fosse e tutto s’interruppe. Ce n’era un’altra, Mary, che però non leggevo sul foro, e che ho incontrato qui a Torino. C’era Vernon, credo di Milano. A tanti nick divenni più attento dopo che finalmente abraxas s’era levato dai coglioni; perché lo cercavano in parecchie.

Della fase postuma del forum, cioè dopo la serrata, quando lo HoldenForum divenne a pagamento e tutti se ne andarono, e tentarono di ricreare l’esperienza con vaporsky e luciérnagas, fora a loro volta morti, ricordo rael, che però soprattutto teneva un blog, poi ne aperse altri.

Quasi tutti scrivevano male, e soprattutto inutilmente. Ma era il solo forum di argomento letterario abbastanza frequentato; tutte le altre communities italiane avevano altre concezioni, che consentivano minor elasticità e minor velocità negli scambj. E quando gli scambj si riducono a “sono-stato-a-casa-tua-ò-visto-che-il-tuo-cane-à-le-pulci” e “vaffanculo” e “non-me-l’ài-data-ergo-sei-una-trava” (questo spettò ad una poveraccia di nome rattopen), la velocità è tutto.

Per alcuni, non per tutti ma per parecchj sì, accostarsi alla rete è come fare un bagno nel letame: e nel forum Holden letame se ne trovava in quantità eccezionali. La sensazione di buttarsi così allo sbaraglio, dico, non puoi avercela pubblicando, chessò, un articolo su una rivista o una recensione sul giornale: quello, in misura maggiore o minore, è pur sempre lavoro, e presuppone una prassi e una ricezione codificate. Invece il foro, specialmente quello della Holden, anche se un certo filtro all’origine c’era – quantomeno c’era gente convinta d’interessarsi alla letteratura, non era esattamente come qualche pornociat generica – , poteva servire all’illusione che se qualcosa valeva sarebbe riuscita a distinguersi nel magma, tra le fetecchie. I post di Gino e quelli di Azu, per esempio, galleggiavano serenamente sulla mota, attirando l’attenzione spesso affettuosa di tanti che fino a mo erano stati impegnati in scambj che tutto avevano fuorché del letterario (“mosca stercoraria!”, “puzzone!”, “frocio!”, “pedofilo!”). HannaDerrida, giusta la sua personalità acida, negativa e cacasotto, adorava evisceratamente entrambi – morto Gino, è ancòra lì ad imperversare sul blog dell’Irene, in specie quando si parla della Holden – , perché erano, ed Irene è tuttora, praticamente immuni dalla malattia del disprezzo.

A me il foro della Holden non ha insegnato, in merito alla scrittura, al fare letteratura, un beato cazzo. Ho potuto naturalmente rendermi conto del livello intellettuale e morale della gente che mi virtualmente mi circondava, e non avendo esattamente un’indole simile a quella dell’Irene, non mette conto il dire che cosa ne abbia concluso. Ho litigato, moltissimo, e ho scritto tutta una serie di parole sconce che avevo smesso l’abitudine d’usare ormai da anni, e che da lì, poi, ho ripreso anche in quello che tash chiama il real-mondo. Postai molte cose da me scritte, ma erano cose che risalivano a prima e di cui mi volevo disfare, oppure scritte a parte; poche, per esempio talune rimette satiriche dedicate a Gino e ai suoi presunti problemi di erezione, nacquero per il foro. Posso dire di essere stato letto, con reazioni più o meno soddisfacenti, ma morta lì. Non avevo intenzione di farne una cosa seria, dico della scrittura, e dunque la cosa è finita poi lì. Ho messo tutto quello che avevo lì sopra, e fine. Ho conosciuto però anche una simpatica aspirante scrittrice, che invece faceva sul serjssimo, e ha anche pubblicato qualcosa, qualche anno fa [18.]; mi aveva ispirato, con una sua idea, una novella lunga, che poi, non sapendo che farmene, le spedii, dicendole di farsene quel che voleva. Ho reincontrato questa persona su fb di recente, e le ho scritto se per caso aveva ancòra quel brogliaccio. Salvo azu e lei, è l’unico contatto Holden che sia rimasto, e che abbia qualcosa di buono. Ho avuto modo di rileggermi, naturalmente quella cosa (del 2002, sono trascorsi otto anni!) fa schifo, è improponibile. Ma la fragile suggestione da cui ha avuto origine è ancòra stranamente intatta, e il romanzo che doveva essere ha ripreso a completarsi da sé – me ne sono accorto quando ho cominciato a selezionare immagini ed eventi, rubricandoli in automatico tra quelli adatti ad arricchire quella narrazione gracile e divagante.

Io so di aver cambiato – peggiorando, col tempo – totalmente il mio modo di vedere cose e persone, che alla fine ho dovuto per forza conoscere; va da sé che la mia percezione della funzione del foro, qual era, oggi non mi sia più presente. Ma il livello qualitativo, e la qualità umana dei frequentatori, erano quelli e quelli rimangono. Allora, perché tanti rimpianti [19.]?

*********

[1.] Giorgio Vasta esordì poi quarantenne con una cosa secondo me illeggibile, Il tempo materiale, 2010. Decorato come un generale sudamericano, è stato elogiato come ‘epocale’ da Giuseppe Genna, ben altro scrittore ma un piccolo Goethe quanto a compiacenza nei confronti dei colleghi, ed antologizzato da Cortellessa nel suo Narratori degli anni zero (2012.).

[2.] Alessandra Lisini, sarda, miracolata dall’incontro con la Holden. E con una donna mostruosa.

[3.] Giovanna Vignato, alle spalle una lunga esperienza come compilatrice di testi per la scuola. Narratrice non fecondissima ma raffinata. Per chi gli piace il genere. A me no.

[4.] Il problema (a parte che io avevo, effettivamente, visto un gioco dove lui vedeva probabilmente un raggiro) è che credevo fosse un sopravvivente. In realtà ci sono in giro troppe cretine perché possa essere considerato tale. Quindi mi fu inutile sotto tutt’i punti di vista.

[5.] Virginia Acqua. Poco riuscita come attrice, pareva più donna d’ordine.

[6.] Non nel senso positivo.

[7.] Nel senso che era una puttana.

[8.] Tant’è vero – ma fu una svista, giuro – a causa di un lapsus temporaneo, una volta, mi riferii a lui, pubblicamente, come al “pedofilo belga” (era anche un momento in cui dal Belgio venivano notizie terribili. Fulci se la prese ovviamente moltissimo, ma fu proprio una svista).

[9.] La prima aggressione che subii, ovviamente verbale, era dovuta proprio a maudi. Disse che con le ceneri di quelli come me fanno ingrassare i campi e fumare i camini. Ho chiesto anche ad Angela Ravetta se si ricordasse di questa sua uscita – io non avevo ancòra insultato nessuno, fino a quel momento; è da lì che ho cominciato (e dalle minacce di Pentesilea) – , ma o aveva un vuoto di memoria o proprio non aveva letto nulla del genere. Zero totale. Mi disse: “Noi non abbiamo visto niente…”. Noi chi? Majestatico? La Spectra?

[10.] Bianco era riconosciuto sul fòro come colui la cui prosa provoca nausea immediata. Non sto scherzando, è ripugnante – puzza, persino. E’ un faux bonhomme cattivo e stupido, profondamente piemontese, un intrigante e un ambizioso frustrato. Tutto questo passa, nella prosa. E, come detto, manda un caratteristico fetore.

[11.] Maria Guglielmino.

[12.] Adesso scrittore, o comunque autore di un libro (non l’ho letto).

[13.] Rappresentante ottimo massimo del kitsch da forum. Scrittore spregevole, uomo ancòra peggiore.

[14.] Di ‘Panna’ non ho mai saputo il nome, aveva e ha (credo) forti remore a far sapere il vero nome. Credo si chiami Anna o Annamaria. La sua scelta di interpellare me (dopo quello che aveva scritto sul forum sul sottoscritto – cagna schifosa), attraverso azu, per giunta, e consentirsi di sostenere che gli scambj di forum da parte di Tasca erano meglio dei suoi racconti è degno in tutto della personalità putrida (sono definizioni oggettive, quelle che do; come il nome scientifico) di chi tanto ha concepito. Ricordo anche che venne anche su questo blog cercando contatti (!), e al rifiuto del sottoscritto ebbe il coraggio di definirmi “proprio uno scassacazzo” – del tutto logico, no?, dato che era lei che si era presa l’iniziativa di venire a cercarmi.

[15.] _gea_, mi par di ricordare.

[16.] Che dovetti poi sgominare su queste stesse pagine. Riuscii a rifargli tutt’i commenti che defecava qui, in modo da farne un ritrattino gustoso. Dato che erano a firma sua, tashtego, che non rinunciò (nonostante avesse avuto sortite fasciste e razziste e omofobe, giusta il personaggio, nei miei confronti; e arrivò persino a ‘raccomandarmi’ a Silvia Bortoli in una di lei parentesi scoutingara; la cosa non funzionò e io ne sento ancòra il sollievo) a venire qui a commentare di tanto in tanto, le scambiò per roba sua – e in realtà era roba mia.

[17.] Il suo discorso era: ma era (l’Einaudi) la casa editrice di Calvino, di Levi, &c. Eh, caro ragazzo; le primedonne passano, la Scala resta. (E la Scala senza primedonne vale come le quattro mura di un lupanare, questo va da sé).

[18.] Di argomento musicale.

[19.] Mi rendo conto che la sortita possa sembrare leggermente enigmatica, ma non si tratta (affatto) di rimpianto MIO. Si tratta di rimpianti altrui, chiaramente. Colgo l’occasione di queste note per dire che dimenticavo un altro personaggio del forum, la strana Sicilia o Llu, che poi su fb ha ottenuto un certo séguito. Scriveva molto strano, in un italospagnolo che ha incuriosito qualcuno. Io non ci capivo niente.

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