634. Scheda: Varj, “Introduzione allo spazio. Relazione del Comitato dei Consulenti Scientifici del Presidente Eisenhower” [1958].

8 Ott

Varj, Introduzione allo spazio. Relazione del Comitato dei Consulenti Scientifici del Presidente Eisenhower. Stampatore APOLLON, per conto dello United States Information Service [, 1958]. Opuscolo di 24 pp. Contiene anche il testo d’un’Autorizzazione del Presidente all’esplorazione della Luna.

https://i0.wp.com/digilander.libero.it/fme/pic/introduzione.JPGNel novembre 1957 Eisenhower chiama James R. Killian, docente al Politecnico del Massachusetts, a coordinare il Comitato incaricato di collaborare col presidente a tutti i progetti scientifici. Il 26 marzo 1958 il Comitato, che comprende Isidor Rabi, Jerrold Zacharias e altri, produce il presente docuento, che fissa possibilità e limiti tecnici della ricerca spaziale. L’interesse di questo campo d’indagine risiede in 4 tipi di motivi:

 

 

  1. Curiosità umana, ed esaurimento degli spazj terrestri come campo d’indagine;
  2. Sicurezza, essendo necessario evitare che altri paesi si servano delle scoperte in questo campo col fine di danneggiare gli USA;
  3. Prestigio internazionale;
  4. Raggiungimento di una posizione da cui è possibile svolgere ulteriore ricerca sulla terra, sull’atmosfera, sull’universo.

Bisogna immaginare di scagliare un sasso imprimendogli una spinta di 24.000 km/h: in questo caso esso cadrebbe di là dall’Oceano. Con una spinta di 29.000 km/h farebbe il giro della terra tornando al punto di partenza, per proseguire il viaggio, e così via: la sua caduta coinciderebbe con la linea di curvatura della terra, e il sasso non cadrebbe mai: si direbbe che è entrato in orbita.

I problemi inerenti alla permanenza dei satelliti in orbita finora sono stati dovuti al loro peso: in orbita non c’è assenza, ma estrema rarefazione d’atmosfera, che non impedisce ai corpi più pesanti di un tot di ricadere nell’atmosfera: la spinta necessaria a superare la gravitazione dev’essere di circa 100 volte il peso dell’oggetto lanciato in orbita. Col perfezionamento della tecnologia sarà possibile mantenere stazioni in orbita per migliaja d’anni, o per tempi indefiniti. Tramite esse sarà possibile captare e studiare radiazioni provenienti dallo spazio profondo che sono frenate dall’atmosfera della terra. Alla fine degli anni Cinquanta le trasmissioni tv sono veicolate da onde di una gittata di poche centinaja di chilometri; oltre quella gittata sono disturbate dalla jonosfera, perché non sono in grado di seguire la curvatura della terra: le stazioni potrebbero fare da relais orbitante in grado di far rimbalzare le onde a terra.

Uno degli scopi remoti di questo progetto è invece l’esplorazione umana della luna; tramite stazioni sarà possibile valutare l’atmosfera del satellite, che viaggia a 3200 km/h intorno alla terra. Sarà così possibile stabilire se è vero che il satellite ospiti spore provenienti dalla terra, ciò che renderà indispensabile agli eventuali astronauti di non contaminare il suolo nel toccarlo.

Dopo la luna ci saranno gli altri pianeti; quanto alla comunicazione, si sa già a quest’altezza cronologica che è più semplice inviare informazioni attraverso gli 80 o 160 milioni di km che separano la terra da Marte piuttosto che farle pervenire da New York a Tokio.

Una delle difficoltà dell’allunaggio potrebbe esser costituita dalla radioattività del suolo. Tramite esperimenti con animali sarà possibile valutare – è uno dei risultati più immediati – le conseguenze fisiologiche e psicologiche della permanenza in uno spazio privo di gravità, in condizioni simili a quelle di un corpo dentro un ascensore che precipita.

Una stazione orbitante ha poi molti impieghi potenziali nello studio della meteorologia e della geografia, consistendo in un osservatorio privilegiato donde sarebbe possibile vedere la terra come mai era stata vista prima. Abbastanza implausibile è invece l’uso bellico della stessa: in primo luogo da un satellite in orbita non è possibile sganciare niente: qualunque cosa se ne stacchi non scende. L’unica sarebbe interpretare la stazione come una rampa di lancio per testate intercontinentali, a cui però dovrebbe imprimere una spinta che le facesse scendere con moto spiralizzante. Ma si tratterebbe pur sempre di una rampa in movimento, in nulla preferibile ad una rampa di terra.

Il problema del carburante, che in quantitativi adeguati non può non essere pesantissimo, può essere risolto sostituendo ad un solo e grosso tanti e piccoli serbatoj.

Dell’indomani (27 marzo) della relazione è l’Autorizzazione del presidente Eisenhower all’inizio dei lavori che condurranno, in data all’altezza di questa relazione imprecisabile, a gettare le basi concrete dell’esplorazione umana della luna nel 1969. [27 07].

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