614. Scheda: Schuster, “Contro i propalatori di notizie false su la guerra. Lettera pastorale al popolo Ambrosiano di S.E. il Card. Ildefonso Schuster” ([1942]).

23 Ago

Il card. Ildefonso Schuster, vestito da casa, medita sul destino degli orfani.

Ildefonso Schuster (1880-1954), Contro i propalatori di notizie false su la guerra. Lettera pastorale al popolo Ambrosiano di S.E. il Card. Ildefonso Schuster. Compagnia di San Paolo Milano – “Stampato nella Tipografia PASSONI & VENTURA – Milano, Via Cardinal Federico 7”, opuscolo di pp. 23 [+1], in-32°, Milano [1942].
Vibrante lettera pastorale dell’arcivescovo di Milano, datata il giorno della Presentazione di Maria al Tempio, cioè il 21 novembre. Essa lettera risponde alle dicerie diffuse tra la popolazione e i militari, che la chiesa appoggî economicamente il nemico. Tre sono i papi che si sono succeduti sul soglio di Pietro tra la I e la II Guerra: Benedetto XV, Pio XI e Pio XII. Schuster ricorda come il papa abbia sempre e comunque appoggiato la causa della pace durante ambo i conflitti: specialmente con l’invasione della Cecoslovacchia il 30 09 1938, Pio XI, ormai decrepito, ha alzato la voce in favore della cessazione dei conflitti, offrendo il sacrificio degli ultimi giorni della sua stessa vita a questo scopo, avendo chiamato da dio la dispersione di chi fomenta guerra già nel 1935. Pio XII ha svolto un’intensa opera diplomatica, vôlta a creare intese, ponendosi sulla stessa linea. Ma le voci insistono su fantomatiche sovvenzioni che la chiesa farebbe al nemico, e si dice che persino abbia venduto le campane per questo scopo. Da una parte c’è l‘indipendenza del governo della chiesa, che, ricorda IS, ha tenuto testa ai despoti bizantini, ad Enrico IV di Germania, al Barbarossa, e, dice più avanti, a Napoleone, allorché – è l’ultimo caso – il sommo pontefice preferì languire in prigione piuttosto che appoggiare il blocco continentale contro l’Inghilterra. Ricorda le parole con cui s. Ambrogio, al concilio d’Aquileja, esortò gl’imperatori Graziano, Valentiniano e Teodosio a “non disturbare” il papa, padre comune di tutt’i cristiani. Dall’altra c’è la risposta concreta, relativa ai bilancî della chiesa: evidentemente il popolo non legge la stampa cattolica, che riporta con trasparenza tutte le cifre relative. Data l’enorme evoluzione tecnologica e d’apparato, oggi praticamente ogni stato sa tutto quello che succede in ogni altro stato: fuori dunque le cifre. Le sue sostanze, la chiesa le destina alla propaganda della fede, al soccorso dei miseri, e agli orfani, che ricevono speciali cure attraverso istituti appositi. Il comportamento della chiesa è uniformemente animato dalla cura delle anime: è come una Croce rossa, anzi, è la vera Croce rossa, perché la sua croce è quella piantata venti secoli fa sulla roccia del Calvario. Rammenta l’iniziativa, coronata da successo per due volte, di mons. Testa, delegato pontificio per l’Egitto, che ha portato in pellegrinaggio a Gerusalemme i prigionieri dei campi d’Egitto; e quale meraviglioso spettacolo per gli Ebrei, per gli Arabi, per gl’Inglesi di Palestina &c. Solo la diocesi ambrosiana dispone, con i suoi 3 milioni di fedeli, di 3 milioni di lire annue, che destina similmente alla beneficenza, alla cura delle anime, alla pace. Inoltre la chiesa ha istituito un Ufficio diplomatico vaticano per informare i parenti dei dispersi in guerra, recando conforto a tante famiglie: Milano solamente ha riallacciato i contatti tra 40 mila dispersi e le loro famiglie. La chiesa non ha voce in capitolo – da ultimo – per quanto riguarda alleanze e strategie; negli stati non parlamentari, ricorda l’arcivescovo, è il capo dello stato solamente che avoca a sé ogni potere decisionale in questo senso, dunque la chiesa non  può essere responsabile di alcuna scelta politica. Per converso, ribadisce con forza, s. Ambrogio ha detto che la chiesa è totius orbis Romani caput,”il capo stesso ed il fastigio sublime dell’Impero Romano“. Ne consegue che chi è contro la chiesa è contro la patria. [01 07].

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