612. Capriccio XXVIII.

23 Ago

SE MI DROGASSI.

Specialmente la sera ho per costume
Ammazzar l’ore con parole altrui,
Disertando perciò gli angoli buî,
Per fruire così il pubblico lume.
Se mi votassi al misterioso nume
Ch’odia la luce, e dessi omaggio a lui
La salute, e i pensieri, e un tempo in cui
Nulla di vera urgenza il tempo assume?
Io che lamento in sempiterno stallo
Non aver bene né di pianto o riso,
Ambo avrei, se nitrisse in me il cavallo!
Consumerei (ed è ora) il corpo liso
Cól riso lieto di beato sballo
In mezzo al lutto di scavato viso!
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