598. Capriccio XXII.

18 Ago

PALAZZO CARIGNANO.

Quanto (io penso, se in voi gli occhî ora alzo)

V’odierei, archi nove, e dieci stili,

Quanto v’avrei, ventidue vetri, a vili,

Corinzî riccî, ed ornamenti a ʃbalzo;

Io v’odierei, che mille notti scalzo

M’avete accolto, immoti e non gentili,

Massiccî, grevi, e i membri miei sottili

V’inghiottiste senz’inquietezza, o un balzo;

Quanto vorrei di plastico e di bombe

Imbottirvi interstizî, oh soglie amare,

Voi vacue inanità, voi ree, voi tombe,

Voi scure, uggioʃe anche nell’ore chiare,

Voi in complesso agra mole che m’incombe –

Non fosse che ho ben altro a cui pensare!

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