588. Che delusione.

4 Ago

Essendomi svegliato stamani alle 6.30 al più tardi, come quasi tutt’i giorni, ho creduto bene di andare all’Oftalmico a prendermi il caffè ed espletare qualche funzione irrinunciabile, e poi avviarmi pian piano in via Valfrè, dove i due carabinieri mi avevano detto di presentarmi quest’oggi mercoledì 5 agosto 2010, senza peraltro darmi indicazioni sul come, il che cosa, il perché, né darmi un pezzo di carta, o indicarmi con chi di preciso dovevo parlare – ma dicendomi solo che “il maresciallo” sarebbe stato a disposizione 24 ore su 24, nientedimeno. Nulla di strano che alle 7.30 o lì intorno mi presentassi di fronte alla caserma, semmai sperando che il maresciallo non fosse troppo assonnato.

Ma i due di piantone mi hanno detto che il maresciallo non c’era, né ci sarebbe stato; che ci sarebbe stato, ma a partire dalle 8.00, il brigadiere, e che mi ripresentassi.

Mi sono messo in panchina, sono andato avanti con Gaboriau, e poco dopo le 8.00 mi sono ripresentato. Mi hanno fatto accomodare, si fa per dire, nella sala d’aspetto, un sottoscala con cinque o sei poltroncine zozze, dall’imbottita già azzurra. Qui ho scoperto di essere già il terzo in attesa, cosa scocciante.

Sia il carabiniere di guardia sia il brigadiere, prima di decidermi a farmi entrare dopo aver finito (alle 9.15 ca.) con i primi due, mi hanno chiesto più volte quando fossi stato invitato (ricadevo nella categoria degl’invitati, si chiamano così, evidentemente), da chi, se gli agenti che m’avevano contattato fossero in borghese o in divisa, dove fosse stato, che biblioteca. Di me non c’era traccia.

Poi il brigadiere ha trovato quello che cercava. Stavo ancòra parlando con quello nella guardiola quando mi ha chiamato da sopra le scale.

Sono salito, e mi hanno fatto sedere su una seggiolina identica a quella della sala d’aspetto. Mi ha chiesto il documento, ha chiesto conferma dei dati, e ha aspettato in linea che rispondesse qualcuno per assegnarmi un avvocato d’ufficio, non avendone già uno io. Dopo un’attesa di cinque minuti buoni s’è fatto dettare alcuni dati, ha chiuso la comunicazione, ha stampato non so quante copie del doppio foglio di cui poi m’ha dato un esemplare, dopo avermi fatto firmare tutte le copie nel margine in basso a sinistra, e tanti saluti.

Inutilmente gli ho chiesto di che cosa si trattasse – ossia di che cosa precisamente io sia accusato. Mi ha detto: “Io mando la sua pratica all’avvocato, dopodiché lei si rivolgerà a lui”. Pare non sia possibile sapere nulla. Mi ha anche detto che “il maresciallo” con cui in teoria avrei dovuto parlare è in vacanza, non avrei potuto parlargli comunque; ma in ogni caso nemmeno il maresciallo avrebbe potuto dirmi nulla. Suppongo quindi, dal momento che nemmeno il maresciallo poteva dirmi nulla, di potermi dire sufficientemente soddisfatto di un brigadiere.

Tanto, per quel che mi serve. I foglj che m’hanno consegnato contengono solo alcune succinte notizie su me stesso, nulla che già io non conosca – sennonché ai punti 1, 2, 3, 4 sono tutto o quasi declinato al femminile: sono nata a blah blah, sono disoccupata, sono stata identificata mediante C.I., e poi sono due volte invitata a &c. &c.; sennonché non si sottintenda “la persona“, ma il sost. non compare prima del punto 2.

Che abbiano voluto alludere?

Insomma, tutto qui.

Mi hanno affibbiato un’avvocata, donna, e la cosa mi piace – anche se, ora che ci penso, la solidarietà femminile potrebbe giocarmi qualche brutto scherzetto (magari le faccio vedere i foglj che ho firmato stamani); ha lo studio in centro, e mi pare abbastanza comodo.

Uscendo, mi sono tolto la magra soddisfazione di non rispondere al “Salve!” del brigadiere, né all'”Arrivederci, buongiorno!… Buongiorno anche a lei, eh!… Buona giornata!…”, che è, credo, il saluto più lungo che mi sia mai stato rivolto, dell’agente di piantone. Con quest’ultimo la soddisfazione è stata maggiore, perché aveva proprio la faccia respingente e molliccia.

Capisco che si risentano, poveri ragazzi, sono così formali. Ma col servizietto che mi stanno facendo, e i grattacapi che mi procurerà, e la loro pessima idea – loro dei carabinieri in genere; e, in particolare, nel mio caso – denunce fatte apposta per rovinare & compromettere, non per tutelarsi ma per ottenere soddisfazione, io, che cosa potrei essere, se non risentito più di loro?

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