568. Barzelletta molto adatta a tutto l’arco alpino.

21 Lug

L’assai compianto Gino Bramieri introducendo uno dei suoi bestsellers, del tipo Gino Bramieri vi racconta 35.000 barzellette, analizzava non senza finezza la classica sindrome del barzellettiere impreparato: richiesto a gajo convito di allietare gli animi con qualche storiella egli rimane normalmente basito, salivazione azzerata, due trote marce sotto le ascelle, il cervello a duemila che macina dati alla vana ricerca delle sicuramente non meno di cinquemila barzellette che si sono memorizzate nel corso degli anni – macché, niente, non esce nemmeno una freddurina, nemmeno un apologo da educande, per non parlare di quelle belle barzellette corpose, cacca-culo-pipì, che sono le sole veramente digestive e valide.

Sono sicuro che anch’io mi ritroverei nella stessa situazione, se solo: 1. fossi gajamente convitato più di una volta al lustro; 2. quando pur avviene che sia, fossi richiesto di contribuire all’allegrezza della serata, mentre per solito mi tastano il polso e mi chiedono quante volte ho tentato il suicidio nelle ultime ventiquattr’ore; 3. sapessi qualche migliajo di barzellette.

Di fatto ne ho sentite molte, ma questa sola ho ritenuto a memoria, perché: 1. fa ridere, specialmente i meridionali; 2. è breve, e quindi non è facile smarrirsi mentre la si racconta; 3. è sufficientemente zozza.

Inoltre non le manca un certo spessore antropologico, dal momento che si rivela particolarmente adatta ad essere raccontata in città poco distanti dalle Alpi (anche se devo dire che non tutti si scompisciano come me quando la racconto).

Un severo padre di famiglia non permette ai figlî di uscire la sera. Una sera la figlia vuole uscire a cena col fidanzato, e gli chiede uno strappo alla regola.

No, tu non esci – le risponde il padre. – Maddài, papà! – No. – ! – No. – Insomma, la ragazza tanto insiste che alla fine il papà cede, ma ad una condizione. – Ti faccio uscire stasera – le dice, – purché tu mi faccia una pompa. – Ma papà! – grida orrificata la figlia. – Ma è mostruoso! Tu sei mio padre!Non vuoi? – risponde serafico il padre. – Non importa: vorrà dire che non esci. – Oh, papà! Non puoi chiedermi una cosa del genere! – Sì, invece.No! – . – No!

Insomma, alla fine la figlia, visto che non c’è via d’uscita, cede. Il padre lo tira fuori; ma mentre la figlia sta avvicinando l’orifizio al creapopoli si tira improvvisamente indietro, disgustata:

Ma papà! – protesta, – ma puzza di merda! – Ah, beh, sai – risponde il padre, – anche tuo fratello m’ha chiesto se poteva andare in discoteca…

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