Archivio | 09:20

557. Rispetto.

30 Giu

Nella Leisure class Veblen definiva lo stesso come una copertura ipocrita della paura.

So che perdersi in queste questioni è da miserabili; ma in fondo questo è un diario in rete, non il romanzo del secolo, e nemmeno lo Herald Tribune o l’Enciclopedia britannica: e gli eventi quotidiani sono spesso miserabili. Quello che mi chiedo è (per spiegare come mai tiri in ballo Veblen; poteva anche essere Hobbes, se mi veniva in mente prima, o chi per essi): fino a che punto può farne a meno, del rispetto, anche chi ha capìto il suo significato e gli è totalmente indifferente? Si può vivere facendone totalmente a meno, o c’è qualche differenza sostanziale tra la deferenza e l’essere rotti i coglioni a tutte le occasioni, entrambe cose non desiderabili? Continua a leggere