Archivio | 18:43

555. Feuilleton.

24 Giu

Un fatto concreto su cui ho vergognosamente trasandato d’insistere ogni tre per due, nel corso di tutti questi mesi, anche quelli di maggior attività (relativa – si fa per dire) del blog è poi quello più importante, la vera e reale e incontrovertibile misura della mia invidiabile tempra e della mia semileggendaria resistenza alle avversità: vale a dire il fatto che gl’interi quattro mesi invernali – stante il calendario, 21 dicembre 2009 : 20 marzo 2010 (sei giorni dopo l’aver toccato un’età indicibilmente veneranda) – io li ho passati all’aria aperta: in un periodo in cui il termometro ha segnato -8 gradi durante il giorno, e fino a -15 durante la notte. Tanto costa, in effetti, la libertà. Continua a leggere