Archivio | 23:00

487. Sera estiva (nella veste grafica di Francesco Marotta).

17 Nov

Così dovrebbe essere molto più leggibile rispetto a prima. Francesco, che è stato così gentile da fare una seconda versione, completa di tutte le 45 stanze, ha pensato bene di isolare ogni strofa, e dedicare a ciascuna una pagina. Forse la soluzione migliore, per un dettato così assordante. Chi non avesse ancòra patito questa tortura secondo me farebbe bene ad alleviarne i tormenti andandovi incontro direttamente dal link sottostante, senza passare dal letto di Procuste di quello che ho postato io; fruendo, tra tanti strazj, dei lenimenti della grafica comoda, e della ricercata immagine di copertina.

Grazie ancòra a Francesco Marotta.

David_Ramanzini_-_Via_Stradella._Sera_estiva.

486. Il reggisigaretta di Norma Desmond.

17 Nov

Ho tentato inutilmente di dare ad alcor un’idea di questa vera e propria sfida alle capacità descrittive: il reggisigaretta di Norma Desmond in Viale del tramonto. In questo fotogramma si vedono Norma (Gloria Swanson) e Joe Gillis (William Holden) che, sotto gli occhj di von Stroheim, che non si vede, festeggiano in intimità il Capodanno. Dal gesto ampio mi pare di capire che la Swanson sia al punto in cui dice: “Io ho un milione di dollari“, e decanta così le proprie virtù di contro alle dozzinali attrattive di quelle oche del giorno d’oggi.

Anche a copione c’era un riferimento allo “strano arnese” – testuale o non testuale non posso ricordare, è una vita che non rivedo il film, e mi manca moltissimo – nel quale l’ex-diva infila le sigarette. La sigaretta qui è visibile, alla mano sinistra, bianca sullo sfondo nero del vestito di crespo e raso. Si tratta di un doppio anello, uno dei quali la divina infila non – com’è visibile – nell’anulare, ma nell’ìndice; mentre nell’altro, all’altra estremità, va la sigaretta. Il movimento che è così costretta a fare quando tira la boccata a me risulterebbe molto scomodo, ma lei riesce a conferirgli una specie di complessa grazia, in specie quando assume una posa tesa, nervosa, attorta, che Gillis paragona alla posizione di un rettile pronto ad attaccare. Non ho mai saputo se questa stravaganza fosse esclusivamente sua, di Norma Desmond, o se quest’aggeggio sia stato di moda, in chissà quale tempo.

Il fumo ha notevole importanza, nel film: vedi le sigarette che Norma fuma nervosamente, mentre s’aggira nella sua camera da letto con il baldacchino in forma di galeone, aspettando inutilmente che Joe rincasi (egli in realtà sta scrivendo, nottetempo, un film con Betty Schaefer); le sigarette che Joe, dopo la lite con la Schaefer presso il locale preferito dagli artistoidi, si dimentica di comprare a Norma che lo aspetta in macchina (ella non può fumare le sigarette di lui – “Sono troppo forti, mi uccidono“); e poi c’è la ceneriera [che teoricamente non dev’essere confusa con un semplice posacenere, perché è uno di quegli spegnitoj su gambo alto, magari con quel meccanismo a botola che permette di far sparire i mozzoni esausti una volta spenti; ma nel film era semplice preziosismo per posacenere, se non ricordo male] che Joe, preoccupatissimo perché gli stanno portando via l’auto, dovrebbe vuotare e riportare a Norma che gioca a carte con altre vecchie glorie di Hollywood.

485. Fake.

17 Nov

Trovo sotto un articolo di Filipppo Facci – al momento, con questa connessione del cazzo, non riesco a postare nessuna rettifica – un commento del falso anfiosso, o di uno dei falsi anfiossi. Bello è che, se mai fossi andato a léggere l’articolo di Facci (ma ne ho già letto uno, in passato, non vedo perché avrei dovuto leggerne un altro), posto che avessi avuto stimolo a commentare, avrei probabilmente detto la stessa cosa, o simili (letteralmente: “bla bla ble”) . Solo che non l’ho detta (peraltro il commento è delle 6.31, mi pare, o lì intorno, di stamane. C’è qualcuno a cui sto veramente facendo perdere il sonno. Un po’ mi rimorde. Un po’ vorrei dargli pace, in qualche modo. Un po’ vorrei che morisse. Quando pensa di potermi accontentare?).

484. L’incendio: errata corrige.

17 Nov

Stanotte ho avuto modo di parlare a lungo con una persona che è rimasta coinvolta nell’incendio di cui ho prolissamente riferito jeri.

Bisogna dire che quello che hanno riferito i varj giornali, perlopiù gratuiti, che si sono brevemente occupato della cosa è in larga misura falso: l’incendio non è avvenuto a via Negarville, ma in piazza Bengasi. Si tratta di una struttura molto piccola, che può – anzi poteva – ospitare solo una decina di persone, e così si spiega l’esiguità del numero delle persone coinvolte, e la prevalenza di italiani sugli stranieri (8 contro 1, e questo almeno era giusto). Il fatto è che anche essa struttura fa capo a quella parrocchia di s. Luca, che si trova effettivamente in via Negarville, motivo della confusione.

Diversi particolari non collimano, dal numero degl’intossicati al fatto che sia stato visto, effettivamente, qualcuno appiccare l’incendio.

E’ comunque sicuro che sia doloso. Non si sa ancòra chi possa essere stato; peraltro le nove persone coinvolte hanno rischiato parecchio, perché sono rimaste abbastanza a lungo bloccate all’interno della struttura, in mezzo al fumo, senza poter uscire.

Ho raccolto particolari, grazie a questa persona, organizzandoli in un racconto che per la verità sembra un po’ un verbale di polizia, e pertanto è poco sinforoso – ma non è per questo motivo che non lo pubblico ancòra, quanto per il fatto che esiste la possibilità di aggiungere altri particolari grazie ad un altro testimone, e poi la persona che mi ha descritto così esattamente i fatti vuole evitare il coinvolgimento di terzi senza autorizzazione. Spero di farne un post il prima possibile, in serata o domattina (magari in stile meno cancellaresco).