462. Trattato dell’epigramma. Sezione VIII.

11 Nov

SEZIONE VIII. IGNORANZA DI ALCUNI POETI MODERNI.

 

E da questo si può inferire che coloro che si applicano a fare solo bei Versi, e ad escogitare pensieri eroici, ed espressioni pompose per i loro componimenti, e per le materie che richiedono l’esclusione della pompa e delle apparatosità, sono molto lontani dal conoscere il carattere specifico di ciascuna specie di Poesia. Cosa in cui certo sono da biasimare altrettanto che se in un Poema Epico impiegassero locuzioni basse e striscianti, e concetti volgari; poiché non è minor difetto in un Poeta non saper abbassare all’occorrenza il Genio e lo stile che non saperli innalzare quando ce n’è bisogno. E a questo proposito mi ricordo di aver visto altra volta in certe entrées de Ballet alcuni Versi che sembravano belli a meraviglia; ma che sarebbero parsi ancor più meravigliosi se lo fossero stati meno; voglio dire, se l’Autore li avesse resi più convenienti all’argomento, e più adatti al luogo a cui erano destinati; e inoltre, per usare i termini di un eccellente Autore moderno, se avessero avuto quella dote segreta della proprietà, che manca ad un’infinità di pregevoli opere del nostro secolo. Difetto che d’altronde non proviene, certo, se non dalla scarsa cura nell’esaminare e nell’approfondire i misteri d’un’Arte le cui regole sono tutte certe ed essenziali, e che non è stata inventata solo per piacere, ma anche per istruire.

Quanto a quello che ho detto, che l’Epigramma per sua propria natura designa persone, azioni, e detti memorabili, per essere persuasi di questa verità, basterà solo consultare tutte le opere Epigrammatiche, poiché gli esempî facili e numerosi che vi si possono incontrare di tutte queste diverse caratteristiche possono istruire molto meglio che tutti i precetti dei più grandi Maestri. E in effetti è difficile lodare o biasimare vuoi una persona virtuosa, vuoi una che non è; un’azione generosa e una vigliacca; un detto ragionevole o uno ridicolo; perché sono queste, o suppergiù, le più consuete materie degli Epigrammi dell’Antologia Greca, e di tutti i Poeti Latini e Francesi; poiché, quanto agli Italiani e agli Spagnoli, si può dire che il loro gentile Madrigale tenga luogo di loro Epigramma; il cui nome non è ancóra stato immesso nella loro Poesia, ma di cui impiegano così dilettosamente i più segnalati argomenti sotto quest’altra denominazione, così diffusa e così familiare tra loro.

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