451. Trattato dell’epigramma. Sonetto al Mazzarino.

11 Nov

A MONSIGNORE

L’Eminentissimo

CARDINAL MAZZARINO

Sulla presa di Montmédy.

 

SONETTO.

 

Rocca a noi di fierezza incomportabile,
Malgrado i suoi Bastioni, e il suo Partito,
Al nostr’impeto è in mano a noi finito;
Chi tutto già domò, non più è indomabile.
Al folgorar di Giove formidabile,
S’ogni Gigante ne restò colpito,
Che Ribelle, che Turba non sentito
Ha di Luigi il lampo inevitabile?
GIVLIO, a gran Re ministro ineguagliato,
Tu i suoi passi, egli ha il dir tuo seguitato:
Rovinò a tanta forza il Monte a fondo.
Del mio ingegno quel Dotto Stuol sovrano
Canta del doppio colpo, unico al mondo:
Di testa il tuo, cioè, & il suo di mano.

 

G. COLLETET. – 1657.

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