442. Colletet. Sezione XXII.

9 Nov

SEZ. XXII. DEI MEZZI SONETTI.

 

E quello che ho detto di costui lo dico ancòra, a ragion veduta, di un altro che non fu meno bizzarro. Infatti, mi sembra di non dover tacere qui il tentativo fatto a suo tempo da un altro Poeta per introdurre tra noi un altro genere di Componimento, che egli denominava mezzo Sonetto. L’Autore di questa novità fu Pierre Loudun d’Aigaliers, del quale abbiamo un Poema Epico piuttosto scadente intitolato la Franciade. Come vide che il Sonetto era in gran voga presso i Curiosi e i Sapienti, e anche tra le Dame, non essendo mai riuscito senza dubbio a farne uno buono, credette bene di accorciarlo tagliandolo in due, e di fare mezzi Sonetti di sette Versi solamente, divisi in due parti, in particolare di una Quartina e di una Terzina, o un Terzetto, di cui ci diede diversi esempî di sua fattura. Ma siccome questa era solamente una bizzarria di spirito, nemmeno un Poeta del suo tempo volle seguire la sua strada; sicché quell’invenzione di cui si vantava tanto altamente dappertutto gli abortì già allora tra le mani; e non s’incontrano altri mezzi Sonetti fuori dalle sue opere. Dopotutto questi sette Versi, nel modo in cui sono disposti, non sono a dir vero che un semplice ed ordinario Epigramma di sette Versi solamente, come se ne incontrano diversi in Marot, in Saint-Gelais, e in quasi tutti i nostri Poeti Epigrammatici.

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