428. Colletet. Sezione VIII.

9 Nov

SEZ. VIII. DEGENERAZIONE DEL SONETTO.

 

Dopodiché si può dire con ragione che il Sonetto degenerò in qualche modo tra le mani, e per la negligenza, di Béroalde de Verville, di Olénix du Mont-Sacré, di Guillaume du Buys, di Timothée de Chillac, di Antoine de Nervèze, di Abraham de Vermeil, di Flaminio de Birague, di de Cholières, di du Souhait, di La Valletrye, e di alcuni altri ancòra, poiché non c’è più nulla di più scipito né di più strisciante dei loro Sonetti eroici, e nulla di più freddo dei loro Sonetti amorosi.

Il Cardinal du Perron, Jean Bertaut Vescovo di Séez, e François de Malherbe lo rimisero in sesto in qualche modo, e gli diedero nuove grazie. Ma siccome ne composero pochissimi, si può dire che la perfezione del Sonetto era riservata al nostro secolo, che ne produce tuttora, tutti i giorni, in tanta copia, e di tanto belli, e di così eccellenti, che la posterità farà loro ingiustizia, se essa non li considera come capolavori dell’Arte, e come modelli pressoché irraggiungibili.

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