403. Impresa XLVI.

19 Ott

LA COMETA. “DVM LVCEAM, PEREAM”.
È sirena del cielo, che il suo mare
Corre omologa in lunghi tratti, eppure,
Traversatene innumeri misure,
Sempre a guardia d’un luogo hai da trovare.
Ha coda di rovine: ma cantare
Suol la marina a trar prue in rocce dure;
Invece la celeste le sventure
Nostre & sue viene in uno a raccontare.
Di donne-pesce il canto può evitare
Chi sa; chi ignora è l’ostia & è l’artiere
Di quest’inganni orribili del mare.
Nella morente stella hai da vedere,
Invece, un male che dovrà piombare;
Perciò, infelice, lascia sé cadere.

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