399. Impresa XLII.

19 Ott

LA FORBICE. “DETRAHIT, & ORNAT”.
Solo chi non distingue bello a adorno
Trova che a questo brillino spietate
Lame strumento, e l’opere sue ingrate,
In pro del giusto, ma di beltà a scorno.
Insufficienza a lui senza ritorno
Pajon le cose diviti castrate,
A scheletro ridotte, deprivate,
Ontose ormai di comparire al giorno.
Ma se i lustri e gli ornati a quant’è bello
La mano dell’artefice raddoppia,
Non la bellezza accresce: opprime; & quello
Che semplice piaceva, quel che stroppia
Eccesso, d’una forfice il macello
Risana, e bello e semplice riaccoppia.

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