398. Dalla Clio di Quevedo III.

19 Ott

A ROMA SEPOLTA SOTTO LE PROPRIE ROVINE.
In Roma cerchi Roma, oh pellegrino,
Né di Roma hai tu in Roma le avvisaglie:
Cadaveri son quante alzò muraglie,
E tomba a sé trovato ha in Aventino.
Giace, dove regnava, il Palatino;
E, limate dal tempo, le medaglie
Più appajono evizioni alle battaglie
Del tempo, che blasone del Latino.
Solo il Tebro restò, la cui corrente,
Se l’irrigò città, ora sepoltura
La piange in suono funebre e dolente.
Roma, di bello & grande in tua fattura
Scorse quant’era fermo, e solamente
Quello che scorre t’è rimasto, e dura!

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