375. Capriccio XVII.

15 Ott

IL FVTVRO.
Chiunque ne ha uno solo; io ne ho due,
Uno che è a breve termine, ha di piombo
La tinta, e lo preannuncia un tetro rombo,
Carta & inchiostro le interiora sue.
Stolido e senza prole, come il bue,
Passato del suo ungue il gran rimbombo,
Se nel sonno perenne poi non piombo,
O non corro a buscarmi Aids o lue,
Ne verrà un altro, che ha strepiti d’armi,
Allucinate veglie, dì d’affanno;
Non l’intravedo, e già vuol spaventarmi.
Cerco incontrare il primo in capo all’anno;
Quanto al secondo, a costo di rifarmi,
Spero da buono in qualche bel malanno.
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