369. Capriccio XI.

15 Ott

PIANTO.
Quanta tristezza è coessenziale
Alla mia vita; lacrimo all’interno,
E la pioggia che cade e il mondo esterno
Inumidisce è specchio mio fatale.
Riflette la mia tetra esistenziale
Condizione l’appropinquante inverno:
Non solo ha fiamme il desolato inferno,
Non solo l’ira dentro me prevale.
Il mio destino è tale che non riesco
In altro che nel pianto, ed il mio pianto
Di tragedia non è: scorre grottesco.
Finché, inzuppato il suo lacero manto
Per piogge, e pianto che alla pioggia mesco,
La vita affoghi, e cessi il mesto canto.
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