367. Capriccio IX.

15 Ott

PENSIERI FVNESTI.
Non posso stare solo. Un mio furore
Segreto e sordo mi disavvantaggia:
Più tendo l’arco, e più i nervi mi saggia
Col dardo avvelenato, e dà dolore.
Il cielo mi si mostra d’un colore:
Sempre ho davanti a me l’ultima spiaggia;
Non mi decido mai, però (mannaggia),
Ad approdarvi, tant’ho me in orrore.
Non può sapere cosa passi in testa
Al latente tra l’erba tacit’angue,
Striscia d’odio e veleno atra e funesta,
Chi pena non provò che mai non langue,
Chi rabbia non provò che mai non resta,
Chi a lungo non provò sete di sangue.
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