Archivio | 09:07

353. Proverbio XV.

24 Set

CHI SI CREDE ESSER PIV’ SAUIO DE GLI ALTRI, QVELLO E’ PIV’ PAZZO DI TVTTI.
Non so in che cosa fondi quel signore
La convinzione della sua saviezza;
ma alza la gamba come chi spetezza,
Due girandole ha in mano (ma che amore)
    E ha un gusto nel vestire che fa orrore,
Non so su che pianeta lo s’apprezza;
Comunque sia, una bestia da cavezza
Mostra più dignitoso aver tenore.
     Chi ha un chilo o due di pomodori molli
Al posto del cervello, agli sfasciumi
Essere ultimi ignora, estremi crolli.
     PERCHE’ IL SAGGIO DE’ SAGGI ESSER PRESVMI,
IL PIV’ FOLLE SEI TV’, DI TVTTI I FOLLI,
SE NON EMPION TVA MENTE ALTRO, CHE FVMI.

352. Proverbio XIV.

24 Set

CHI PIGLIA L’ANGVILLA PER LA CODA E LA DONNA PER LA PAROLA PVO’ DIR CHE NON TIEN NIENTE.
Per quanto pesi, & la coscienza roda,
Val la pena di dire che si deve
Donna ed anguilla l’afferrar non lieve
Al fatto che ambedue tengon la coda.
    L’anguilla forse, non seguendo moda,
La mostra più sovente; & sotto greve
Guardinfante la donna la non breve
Appendice a occultare par che goda.
     Ma ambedue certi giorni, come invase
Dall’estro, quell’attrezzatura immonda
Mostrano a genti solo a ciò persuase.
     CHI LE SPERANZE SVE FABRICA, & FONDA
DI FEDE FEMINIL SOURA LA BASE,
GETTA I SUOI FONDAMENTI A’ L’AVRA, A’ L’ONDA.

351. Proverbio XIII.

24 Set

CHI RICEUE UN’INGIURIA SCRIVE IN MARMO, E CHI LA’ FA’ IN POLVE.
Tu che offendi, che oltraggj, un altro metro
Spetta a te & a chi offendi; ché quest’uno
Commette, in modo quantomai importuno,
La memoria del danno a un marmo tetro;
    Che non solo ad accogliere un feretro
E’ più adatto, ma pesa, & uno ad uno
Assommandosi, un peso che nessuno
Porta vorrebbe pur portarsi dietro.
     Più saggio, tu prosegui le offensive
Imprese, poiché il vento ne dissolve
Il registro, con quanto vi s’inscrive.
     CHI D’OFFENDER ALTRVI PENSA, E RISOLVE,
DOURA PENSARE, E RIPENSAR, CHE SCRIVE
L’OFFESO IN MARMO, E L’OFFENSORE IN POLUE.