335. Capriccio I.

23 Set

DI UN CONOSCENTE TOSSICO CHE FRASTORNAVA UN MIO TENTATIVO POETICO.
Mentre tento spillare da Ippocrene
Qualche verso non meno d’altri indegno,
Tu indefesso persegui il tuo disegno,
Facendo la rassegna delle vene.
Parli, cercando quella che conviene,
Non soltanto senz’ombra di ritegno,
Ma annichilendo a chiacchiere in me impegno
Che con silenzio e requie si sostiene.
Sicché di te già ambo la tasca ho piena,
E mentre in non poetica siringa
Versi il veleno, e versi quello in vena,
La vena a me, benché a mio modo io spinga,
Arida d’entusiasmi getta a pena,
Comech’estasi tua la mia respinga.
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