Archivio | 16:41

350. Notizia VI.

23 Set

NEW YORK, TRE AFGHANI PRESI. “PREPARAVANO ATTENTATO”.
Stranieri, d’un paese a gran distanza,
Tramavan morti, avendo ormai promesso
Barbare santebarbare all’oppresso
Popolo ignaro, a strage, & a mattanza.
    Il fine, perseguìto con costanza,
Parve d’un decaduto volgo ossesso
Mera macchinazione, quando appresso
Si sa che da anni in VSA essi hanno stanza;
    Che all’ospite a turbare i dì sereni
Ponevan cure massime, & riguardi
A far saltare in aria molti treni;
     Stranieri contro gli VSA armat’i dardi,
Dunque, e terzomondisti d’odio pieni,
O cittadini stufi di ritardi?

349. Proverbio XII.

23 Set

CHI LAUA LA TESTA ALL’ASINO, PERDE IL TEMPO, ET IL SAPONE.
D’acconciatura morbida alla moda
Vorresti tu adornare il capo al ciuccio,
Pensando a quanto poi sarà caruccio,
Passando in via, a ciascuno che lo loda.
    Ma quando il capo ha tutto unto di broda,
L’asino, che non s’ama assettatuccio,
T’ammolla un calcio, e dice, con corruccio:
Stronzo! Piuttosto, acconciami la coda.
    Tu che pensavi vanitosamente
A un asino a tua indole accismato,
Premi il ginocchio leso, e fai, gemente:
    STENTA INERME SE SAI, TRAVAGLIA ARMATO
PER ANIMA UILLANA, & SCONOSCENTE,
CHE’ MERCE’ NON S’OTTIEN DA UN CORE INGRATO.

348. Proverbio XI.

23 Set

CHI HA TEMPO, NON ASPETTI TEMPO.
Se afferrare tu vuoi la donna strana,
Nuda, che il corno divite brandisce,
Che tanto attrae, che tanto incuriosisce,
Capelli al vento, & priva di sottana,
    Bada che non ti sfugga; s’allontana
A gran passi, e chi coglierla fallisce
Di rimpiangerla poi maipiù finisce;
E arriva a darle fin della puttana!
    Ma a nulla serve il gemere tardivo,
E il tacciarla d’infida, e inopportuna,
In base ad un diritto putativo.
    NON PERDER, SAGGIO, OCCASIONE ALCUNA,
CHE’ S’IL TEMPO NON PRENDI, E’ FUGGITIVO;
CALUA, SE NON L’AFFERRI, E’ LA FORTVNA.

347. Proverbio X.

23 Set

CHI E’ IMBARCATO COL DIAVOLO, HA DA PASSARE IN SUA COMPAGNIA.
Non sempre è lieto il tempo scorso in viaggio,
Specialmente s’è viaggio, & non vacanza,
E specialmente s’è lunga distanza
Da percorrersi, e sia un perù il pedaggio.
    Peggio di tutto è se chi dà il passaggio
E’ il diavolo in persona, che ha l’usanza
Di darti sempre con il remo in panza,
Dando della sua fama & prova & saggio.
     In mezzo al mare, il portentoso grido
Del passeggero, che ne ha pena immonda,
Non s’ode mica; ah! che nocchiero infido.
     RARO E’ BEN QVEL NOCCHIER, CHE NON S’AFFONDA,
E APPRODA AL PORTO, O’ SI RICOURA AL LIDO,
SE DE’ UITIJ NEL MAR SI FIDA A’ L’ONDA.

346. Proverbio IX.

23 Set

CHI DORME, NON PIGLIA PESCE.
Grava ipoteca gl’interessi umani
La Fatìca, che tantopiù s’accresce
Quantopiù l’impres’opera non riesce,
E quanto più si fan gli sforzi vani.
    Chi vuol pescare stenda reti, e immani
Tempi aspetti; per lui ben mi rincresce.
Chi invece, come me, non ama il pesce,
Si stenda al rezzo, cogli altri vegani.
     Resti sparato poi cui invece piace
Venando andar di bestie dietro l’orma,
Ch’io in pace lascio, e voglio stare in pace.
      SVOL L’VTILE A’ L’INDVSTRIA ESSER CONFORME.
FERE NON PREDA IL CACCIATOR, CHE GIACE,
RETE NON EMPIE IL PESCATOR, CHE DORME.

345. Proverbio VIII.

23 Set

CHI BEN COMINCIA HA’ LA META’ DELL’OPRA. NE’ SI COMINCIA BEN, SE NON DAL CIELO.
Sono aridi e sassosi i campi tuoi;
L’aratro ha rotto il vomere; hai la rogna;
Hai dieci figlj, & vivi in una fogna;
Han l’afta epizootica quei buoi.
    T’aspetta un gran lavoro, se pur vuoi
Cogliere il frutto che da te si sogna;
Ben cominciare, dunque, ti bisogna,
Con mezzi di fortuna, irti & squarquoi.
    In tanta estremità qual è il più degno
Modo che trovi a uscir dal rovinio?
Quello che uscir da un capo può di legno:
    ECCO PROSTRATO AL CIEL LE PRECI INUIO,
POICHE DA COMINCIAR L’OPRA, E ‘L DISEGNO,
COME LINEA DA PUNTO, HA’ L’HVOM DA DIO.

344. Proverbio VII.

23 Set

CADER NON PVO’, CHI HA LA VIRTV’ PER GVIDA.
Seguire la Virtù è su un mezzo rotto
Asse un incerto andare; né di scampo
Speranza avresti, al vento, al tuono, al lampo,
Se non ci fosse lei: cadresti a un botto.
    Compagna irrinunciabile, a dirotto
Piover dovesse, ed un minato campo
L’asse venisse di centun inciampo,
Se scivoli, la puoi buttar di sotto.
    Tanto, è alata. E negli attimi funesti
Che risultar potrebbero fatali,
Meglio lei che non te – tu m’intendesti.
     NON PAVENTAR DI PRECIPITIJ, O’ MALI,
SE PER TVA SCORTA LA UIRTV’ SCIEGLIESTI,
GIA’ A PRESERUAR LA TVA SALVTE HA’ L’ALI.