308. Impresa XXIII.

17 Set

IL SOLE E LA PAROLA DI DIO, RIVOLTA AD UN UOMO CHE HA LA TESTA PIANTATA AL CONTRARIO SULLE SPALLE. “QVID, TVNE VENIRE RECVSAS?”.
Credi che volto con il volto al Sole,
L’uomo, che a noi dà il tergo, guardi dio
Che dice: “Oh Uomo; tu sei parto mio”,
E che quel detto egl’ignorar non vuole.
   Ma volte le santissime parole
Sono ad un che non tende, invece, pio
Occhio al verbo, e non tanto perché rio,
Ma in quanto fatto in modo che non suole.
   Ha il capo inverso, e, per guardare avanti,
Guarda: a lui, se si mostra tanto mulo,
Chi infidi sensi imputerà, & peccanti?
   Anzi: modo – ingegnoso! e non l’adulo –
Ha di schivar di dio i detti seccanti,
E, al tempo stesso, di pararsi il culo.
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