Archivio | 09:02

309. Impresa XXIV.

17 Set

SOLE, & MONARCA INTRONIZZATO.
Mostra il Sole di dio l’opera grande
Mentre del cielo solo autocratore
Dei mondi vita, & anima, & motore,
Benigno i raggj suoi dovunque spande.
    In terra le sue veci venerande
Tiene il monarca, od unico signore,
Del mondo erario, imposta & esattore,
Che ha per sé i beni in copia la più grande.
    Della feudale età ecco ben construtto
Contraposito in pratica perfetto:
L’un dà la vita, & l’altro prende, al Tutto;
    Questi ha per sé la causa, e quel l’effetto;
Va all’uno la radice, all’altro il frutto;
L’uno eterno, a sparir l’altro fu astretto.

308. Impresa XXIII.

17 Set

IL SOLE E LA PAROLA DI DIO, RIVOLTA AD UN UOMO CHE HA LA TESTA PIANTATA AL CONTRARIO SULLE SPALLE. “QVID, TVNE VENIRE RECVSAS?”.
Credi che volto con il volto al Sole,
L’uomo, che a noi dà il tergo, guardi dio
Che dice: “Oh Uomo; tu sei parto mio”,
E che quel detto egl’ignorar non vuole.
   Ma volte le santissime parole
Sono ad un che non tende, invece, pio
Occhio al verbo, e non tanto perché rio,
Ma in quanto fatto in modo che non suole.
   Ha il capo inverso, e, per guardare avanti,
Guarda: a lui, se si mostra tanto mulo,
Chi infidi sensi imputerà, & peccanti?
   Anzi: modo – ingegnoso! e non l’adulo –
Ha di schivar di dio i detti seccanti,
E, al tempo stesso, di pararsi il culo.