276. W Pasquino.

14 Lug

Reduce da tre giorni di bronchite, che mi hanno fisicamente terrazzato, distruggendomi i programmi (pazienza, a tutto si rimedia), do di piglio alla tastiera per POSTARE qualcosa, del tutto in controtendenza con la scelta aventiniana dei bloggeurs italiani. Non uso per caso l’aggettivo “aventiniana”: già si sa, se la storia insegna, a che cosa servono certi ritiri, certi silenzj offesi, certe porte sbattute.

Era per me necessario postare qualcosa, postare alcunché, postare qualunque, ma proprio qualunque cosa, pur di fare in modo che non ci sia da parte mia nemmeno il più vago sospetto di adesione a uno sciopero che ritengo una stronzata cubica.

Quanto a quel majale di Angelino Alfano, non ho niente, ma proprio niente da dire. Continuo a ritenere che la legge che vorrebbe tirare fuori, povero pasticciatore di foglie di fico, non arriverebbe mai da nessunissima parte, essenzialmente perché la rete è troppo vasta e troppo piena di voci anche solo perché sia permessa una fruizione sensata, figuriamoci per diffamare qualcuno. Anzi, se qualcuno riesce ancòra a diffamare, con tutto il sovrapporsi che c’è di parole perdute, subsecività, vaccate, opinioni che fanno pietà ai dotti e sono inutili agl’ignoranti, ma anche di molta informazione e cose forse tutte da sapersi, vuol dire che è riuscito a farsi ascoltare più di altri, e dunque ha le ragioni e il talento per farsi ascoltare, e merita comunque tutta la considerazione.

In quel caso, si suppone, l’owner sarebbe preso di mira (come è già successo; perché le leggi apposite, quelle che inchiodano alle responsabilità di quanto scritto, esistono già, non sono certo di quel sacrista con la faccia a culo), e forzato a rettificare – nel qual caso, però,  può anche rifiutarsi di farlo, o rispondere con pernacchj, subendo tutte le conseguenze del caso, &c. 

Personalmente le uniche rettifiche che hanno tentato d’impormi, e le uniche scuse esatte da parte mia, mi sono piombate addosso non da qualche ministra bucchinara o da qualche legislatore mercenario, ma da alcuni membri della coop. Parella, in primis da quell’isterica già nominata a suo tempo per via di un articolo – peraltro innocentissimo – scritto per quelle due lesbiche ladre di Opportunanda; secundum, per post tutt’altro che innocenti (etimologicamente) ma sacrosanti, di sfogo per il trattamento subìto da due fascj schifosi, a loro volta nominati. Almeno per quanto mi riguarda, molto egoisticamente, non mi sembra proprio ci sia nulla da preoccuparsi. E poi l’articolo era firmato, e il mio nome qui sul blog c’è.

A proposito delle responsabilità, godetevi, come ho fatto io, questo articolo dell’analfabeta fasciocattolico Filippo Facci: al fondo dei tortiglioni sintattici, delle scelte lessicali inesorabilmente sbagliate, di quel non saper mai dove andare a parare esattamente, brilla miracolosamente qualche verità, che val la pena ricapitolare succintamente, dopo averla ripulita dal motriglio:

1. sì, credo anch’io che i bloggeurs vogliano continuare a spararne di tutti i colori, senza rendere conto a nessuno;

2. sì, credo anch’io che non vogliano essere equiparati a giornalisti, e non essere pertanto tenuti alla rettifica;

3. sì, credo anch’io che vogliano continuare a restare, quando siano, anonimi, in modo da continuare a prendere a pesci in faccia chi vogliono senza subirne le rappresaglie.

E poi, chi ha mai voluto essere un giornalista!

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