266. Dialoghi (un programma per l’immediato futuro).

16 Giu

Facciamo un programmino per quella che, auspico, sarà la new wave del blog – e poi sia quello che sia.

Del tutto inaspettatamente Remo Bassini e, come vengo or ora a sapere qui, anche Giuditta Russo hanno dato la loro disponibilità a rispondere ad alcune domande – insomma, a fare una specie di intervista. Quanto al pomposo nome di intervista, ma chi passa di qui già lo sa, nessuno dovrebbe aspettarsi nulla di particolarmente ortodosso; non essendo io un giornalista, né intendendo essere, nemmeno nella fattispecie di queste (intanto due, e tutte da fare) conversazioni. Lo scopo saliente di questa novità è strappare il blog alla mora dei solipsismi, e cambiarne la prospettiva, dall’ombelico della coscienza malata dello scrivente a qualche più aprica specola: essendo questo, anche questi dialoghi saranno da considerare essenzialmente, appunto, come dialoghi, senza limiti di tempo & spazio per quanto riguarda e le domande (ma non sono la Fallaci, nessuno si allarmi), e, in specialissimo modo, le risposte; quanto a queste ultime, senza limiti, dico, senza pretendere che, considerati soprattutto i numerosi e severi impegni dei due personaggj, esse siano estese quanto forse ci piacerebbe.

Dal momento che anch’io, dialoghi a parte, ho, se non severi impegni – ma avrei anche quelli -, severissime limitazioni di tempo e spazio, penso nel frattempo di preparare le domande da porre a Remo Bassini entro lunedì prossimo, giorno 22 giugno; e quelle a Giuditta Russo entro il lunedì seguente, giorno 29. Che poi Giuditta Russo trovi modo di rispondere ai quèsiti in tempi strettissimi, facendo graziosamente pervenire le risposte a noi lettori prima di quando sarà possibile a Bassini, o viceversa, è cosa che non posso predeterminare; ma due testi non sono cosa difficile da gestire e scaglionare nel tempo. Altro è se nel frattempo arriveranno altre adesioni (tra cui Quella da me sospirata, di cui più oltre), ciò che imporrà l’adozione, suppongo, di una cadenza regolare e abbastanza larga, poniamo settimanale, in modo da non intasare il blog e da permettere a ciascuna intervista di essere assorbita e assimilata in pieno dall’attento lettore.

Suppongo che l’indirizzo mail fornito da Giuditta Russo sia quello a cui dovrei – dati i programmi, tra due settimane – inviare le domande; quello di Bassini lo conosco; il mio, ad ogni buon conto, è

melchiorregioja@hotmail.com.

Rimane il cruccio, a fronte delle due entusiastiche adesioni, per le quali mi protesto nuovamente (ma lo farò anche oltre, e in più occasioni) indefinitamente grato, del sepolcrale silenzio che invece continua a custodire gelosamente, avvolgendola, la figura un tempo così vistosa di Sonia Cassiani; la quale tace sul suo sito morto ormai da anni, tace sui canali nazionali e locali (tanto la tivvù non ce l’ho), e tace anche su queste modeste pagine.

Sono molti i motivi per cui amerei che aderisse, e avrei modo di esporli via via tutti a mano a mano che soddisfacessi le curiosità mie e di qualche altro col porle qualche domanda, ottenendo qualche risposta. Sempre considerando il fatto che questa sede, del tutto informale a malgrado delle sfoggiature sintattiche dell’owner, non può essere in alcun modo equiparata alla pagina di un giornale, o ad uno studio televisivo: non sono, né sarebbero mai potuti essere, l’atmosfera vitale di chi scrive, che di quel mondo ignora tutto.

Per dissipare ogni sospetto circa le mie reali intenzioni, e per mostrare che stile intendo far mio nell’intrecciare questi dialoghi, dove non bastasse l’esempio fornito dagl’illustri adesori, potrei inviare alla Cassiani, privatamente, una serie di domande, da me preparate nel frattempo; oppure metterle qui sopra, in pubblico, come Repubblica con Berlusconi, ma appunto questo appariscente presupposto rischia di dare tutt’un altro senso, e non voluto, ad un’operazione che imprendo per motivi svariatissimi, ma non certo per mettere la gente con le spalle al muro.

Insomma, il mio indirizzo mail l’ho messo.

Nella speranza di un segno di vita, di un sussulto, uno spasmo – suo, e non di qualcuno dei suoi supporters; o magari, quantomeno, di qualche supporter abbastanza informato su lei da poterne reggere la parte per il tempo di un’intervista -, e nuovamente ringraziando Giuditta Russo e Remo Bassini per la cortesia, auguro a tutti una bonissima giornata; & a risentirci.

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