260. Evidentemente è un coglione (o è la Cassiani?).

9 Giu

Ho ricevuto via mail un’ulteriore traccia dell’interesse tardivo che questo strano Alberto Gatti (che è come da titolo) ha cominciato a nutrire per le mie affermazioni a proposito di Sonia Cassiani. Oggi, anzi non molto fa, mi è arrivato questo messaggio, anticipato in casella, al quale, per ragioni tecniche [i terminali della Nazionale sono la solita merda, si passa più tempo a chiudere i messaggj di errore che a navigare; ma tant’è], non posso rispondere su youtube.

Pazienza, lo faccio qui.

Alberto Gatti già in un primo messaggio (del 07/06) mi ha accusato di aver detto, a proposito della povera Cassiani “una marea di cazzate”. Alla mia replica (che cazzate le dirà lui) risponde oggi:

Puoi replicare dalla pagina dei commenti.

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albertogatti79 ha risposto al tuo commento su Powerillusi al Maurizio Costanzo Show (Canale5 1993):

Ho letto il tuo blog-buona parte degli episodi televisivi di cui parli non sono mai accaduti!-Te li sei inventati,perchè poi?Tirare in ballo una persona che ha scelto di sparire o è sparita per motivi che a te non sono certo noti..io sono un giornalista di un quotidiano nazionale-La Cassiani non vuole nè rilasciare interviste,nè apparire,penso che meriti rispetto e non bugie creative come le tue-Hai inteso?

Preciso che:

1. Ho dedicato UN post alla Cassiani, non la mia esistenza, malgrado molti visitatori di questo blog, o la Cassiani stessa, non riescano evidentemente a passare giorno senza rileggerselo; ormai dovrebbero saperlo a memoria, ma tant’è.

2. A me non me ne frega niente di chi Alberto Gatti sia; per quanto mi riguarda può essere impiegato allo sgotto dei vespasiani con un cucchiaino bucato, o essere primo ministro, non mi cambia niente. So solo che IO non sono un giornalista, né ho mai desiderato essere, e dunque:

3. Questo è il mio blog, e ci scrivo sopra tutto quel kazzo che mi pare, sugli argomenti che più mi aggradano, quando mi sembra opportuno e come ritengo sia il caso. Punto. Né la Cassiani né questo fantomatico giornalista – che ha un ottimo rapporto con gli hyphen, a quel che manifesta della sua prosa, ma uno pessimo con la grammatica e la sintassi soprattutto – sono i soli, a voler proprio sottilizzare, né i primi per importanza a potersi lamentare della qualità & sostanza di quello che qui sopra è scritto. Io non ho timori di sorta a dire quello che penso; dopodiché

4. Ripeto che i fatti descritti nel post de cujus agitur si devono solo alla mia memoria, si tratta cioè di cose che ho visto in televisione, e che altri su altri blog e altri siti (le pezze d’appoggio sono state tutte riportate) li confermano per quello che se ne dice qui sopra. Aggiungo che

5. Il fatto che la signora o signorina Cassiani sia pubblicamente defunta non mi vieta affatto di ricordare, quando ritenga opportuno o congeniale, quello che di sé diede al mondo quando ancòra non era entrata nel suo cono d’ombra. Se è per quello, qualche altro invelenito visitatore (o lo stesso, sotto altre, e mentite, spoglie) ha scritto sotto il mio post Sonia ritornerà. A chi devo credere, basandomi esclusivamente su questi messaggj, sostanzialmente anonimi, o quantomeno molto sospetti, che mi piovono sul blog o in casella? Secondo ragione, a nessuno, dunque tiriamo innanzi, e arriviamo al punto

6. Che poi ripete sostanzialmente, seppur con eventuale maggior vigore & icasticità quello che già si dice al punto 4., ovvero: che i contenuti del mio post sono veritieri; che, pur essendo sicuramente ricordi brucianti per la Cassiani stessa, alla cui insicurezza, patentissima, e instabilità psichica si deve una grandissima parte di questi episodj, da parte mia non c’era necessariamente acrimonia (anzi, ne ho parlato con simpatia – una simpatia che sta andandosene affanculo, ma pazienza; suppongo che ci sia di ben peggio a questo mondo); che per distorcere la verità a proposito di una persona ci vogliono motivi concreti, e sfido chiunque a trovarne nel mio caso; che “bugie creative” le dirà la sorella di Alberto Gatti, nonché la madre, la nonna, eventualmente la figlia (dico ‘eventualmente’, perché può solo sperare che sia la sua), e certamente anche la moglie. E ancòra:

7. I motivi che stanno dietro la decisione della Cassiani di ritirarsi in qualche cesso per la vergogna mi rimbalzano completamente. Questi sono cazzi suoi. Io non mi sono certo premurato di prendere informazioni sulla Cassiani nello stato in cui versa adesso; mi sono limitato a chiedere “Chissà che fine ha fatto” e a rievocarne per sommi capi la figura, televisiva, per quel che ne avevo visto e che ricordavo e ricordo. Nota peraltro la disonestà di quei “motivi che a te non sono certo noti”. Dovrebbero essere tali, di grazia? Ho mai sostenuto di aver indagato circa le cause che hanno portato la Cassiani lontano dallo schermo? Certo no, perché fattostà che mi è già noto, come a qualche decina di migliaja di altre persone in Italia, e cioè che non ha fatto una buona figura, che deve la dissipazione delle sue possibilità esclusivamente a sé stessa, mentre altri può lamentare mobbing e accanimenti varj, e che la brama di comparire, com’è normale, ha ceduto rapidamente il posto alla brama di scomparire – come avviene a tutti quelli che si vergognano. C’è poi un altro motivo, che è facile a sua volta da immaginare: che non l’abbia chiamata più nessuno. Ha avuto una possibilità, di fronte alla quale poteva fare due cose: a. coglierla; b. buttarla nel cesso. Ha optato per la b.: è una scelta del tutto rispettabile, esattamente come la a. Io non sono un ambizioso, e personalmente sono affezionato come una cozza allo scoglio alle mie pregresse figure di merda (ne ho fatte tante, vero è che non ne sono sempre stato direttamente responsabile): sono l’ultimo al mondo a poter capire come mai uno debba vergognarsi di quello che ha scientemente deliberato in precedenza. Può esserne pentito. Può volere che la tale o talaltra cosa accessoria andassero diversamente. Ma come si fa a mettere in discussione la sostanza stessa delle proprie scelte, soprattutto se si tratta di partecipare a programmi televisivi nazionali? Se la Cassiani vuole, può sempre chiedersi ragione delle proprie irrequietudini; essere inquieti può essere anche una jattura, ma è anche un talento, per chi impara a conoscersi. Ma questi, appunto, sono cazzi suoi: potrei darle miracolosi consiglj (e anche intervistarla, anche molto a lungo, ma si deve mettere in coda, viene dopo Remo Bassini e rael-is-real), ma francamente me n’è passata la voglia. Mi sento maltrattato e incompreso. Non mi piace che mi siano fatte presenti le cose a questo dio. Io a lei non ho fatto niente di male, nulla dissi che potess’essere di detrimento alla sua onorabilità. Mi stava (appunto: stava) persino simpatica. Il problema è che ha dei supporterz troppo coglioni. Salvo non sia proprio lei, a travestirsi con un nick qualunque e a venire regolarmente a vessare l’unico stronzo che ha avuto la delicatezza di pensare a lei negli ultimi dieci anni.  Ma non può mancare, a questo punto, il punto

8. Che dice: Il tuo “Hai inteso?” te lo puoi infilare tutto quanto nel culo.

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