259. Incubo.

8 Giu

Nel luogo in cui il me spinge trambasciato
La mente e il corpo –  e in ciò più s’avvicina
(Tantopiù se svaccandomi in panchina)
Alla fede nell’uomo malfidato -,
       Da un incubo ammuffito è visitato,
Semmai da fare almeno una ventina
D’anni addietro; in cui l’anima bambina
Vede in ambasce, e l’abito stracciato.
       Ma ai simboli so che – il quasi paterno
Spettro: e vegliardi: e case senza scale –
La fonte non è in me; ma in qualche Inferno.
       Stolta psicologia, che al sogno vale
Tu additi ultime cause nel me interno,
Se è un buco donde a me Belial risale?
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