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248. Boo-hoo.

7 Mag

Questa sera, come annuncia un fogliazzo volante affisso a Foligno, tutti quanti (chi non saprei) dovrebbero farsi trovare, a partire dalle ore 18.00, davanti al dormitorio di strada Castello di Mirafiori, al n.° 172, proprio di fianco alla Bèla Rosìn, è una specie di bidone (anche la Bèla Rosìn, per altri aspetti, ma io mi riferisco al container) dietro un cancello di ferro. Qui, su un blog che non conoscevo e che mi affretto a linkare con voluttà, si spiega anche il perché dovremmo tuttiquanti accorrere. A parte il buffet, pare che il Comune, come si legge chiaramente detto nel pezzo a cui rimanda il link poco sopra, abbia deciso di chiudere esso dormitorio, che finora dava ricetto alle 24 persone canonicamente accolte da una struttura comunale, vale a dire 20 uomini e 4 donne. Più gli operatori. Ed è proprio a questi ultimi che ho pensato.

Dal momento che essi operatori sono alle dipendenze di cooperative che gestiscono strutture di diversa natura, e non solamente dormitorj (i dormitorj del Comune sono appaltati alla coop. Parella [v. Carrera, che ora dovrà essere chiuso a sua volta per ristrutturazione e raddoppiamento (chissà se ne frattempo avevano almeno riparato i cessi, non ci sono più stato), c.so Tazzoli, s.da Castello di Mirafiori (ancòra per poco, appunto], Frassati (v. Foligno), Valdocco (v. Traves, un vero letamajo)], e dal momento che le mansioni a cui possono essere adibiti vanno anche di là dalla distribuzione di lamette da barba e lenzuola nei dormitorj, d’acchito avevo pensato che, come al solito, paraculandosi come tutti i (para)dipendenti (para)pubblici, sarebbero semplicemente sciamati via verso centri crisi, centri d’ascolto, ufficj, pulizie di cessi & puttanate varie – quelle che passano le cooperative di quel tipo lì, insomma.

E invece no!

Pare – vedi quello che dice il blog sullinkato – che quel fascio di Valter e quella pantegana orrenda di Federica, tra gli altri, siano destinati a rimanere con un pugno di mosche in mano – a rimanere senza lavoro, come si dice lì, disoccupati, senza nulla da fare, privi di una fonte di reddito, destituiti di un cespite, orbati di possibilità di sostentamento, di un gettito regolare, insomma di uno stipendio, di un attivo, di entrate, di valsente, di valore di scambio.

Mi piacerebbe molto sapere di più circa la consistenza effettiva di questa prospettiva qui (ma la mia curiosità molto difficilmente sarebbe soddisfatta se andassi al buffè di Castello di Mirafiori, quindi andrò per vie traverse, muovendomi nell’ombra e cercando di ottenere più informazioni di quante effettivamente in poter mio a tutt’adesso).

Ora: è questo un allarme puramente strumentale, uno scatto fàtico diretto ad attrarre l’attenzione dell’eventuale lettore (come, pognamo: “Pronto!”, ovvero: “Al vostro buon cuore”, & similia), ovvero fa capo ad un’effettiva situazione di pericolo? 

Devo aspettarmi di reincontrare quella specie di buttafuori e la camionista, magari con cane a séguito, a S. Antonio, o in qualche dormitorio, in capo a qualche mese? (Se li prendo a sprangate di piombo sul capo, però, rischio una sospensione da 0 a 60 gg., però, invece dei 5 anni che spettano a chi manomette un operatore. E’ vero che volevo andare al mare, nel frattempo, ma poni il caso che me li ritrovi davanti, un giorno o l’altro).