202. Abbastanza bene, grazie.

29 Set

Senz’occhio di riguardo a ciò che sento (1),
O ai numerosi impegni (a cui non crede
Quasi nessuno, in verità), si chiede
Spesso da me qualche componimento.
 
Senza inferire intoppo, o patimento,
Che alla musa dispiace, e che mi lede,
Senza cui solo con baldanza incede
Coi suoi numeri Clio, che odia il tormento.
 
Senza pensar ch’io abbia le risorse
Impegnate in qualch’opera importante,
Immatura tuttora, e ancòra in forse.
 
Senza idea della mia borsa vacante.
Senza sospetto di sventure occorse.
Comunque, sto benino. Grazie tante.
 
—————–
(1) Qui c’era un’ipermetria.
Così impari a improvvisare.
Stronzo.

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