190. Prosopopea.

3 Lug

Caterina Cornaro, fatta da Venezia figlia adottiva del Senato e regina di Cipro, languendo per anni nella sua gabbia dorata, sognò sempre di governare sull’isola, ricca di canne da zucchero e serpenti, intrigando inutilmente, e con proprio grave rischio, con diversi nemici della sua patria.

Prosopopea.

 

Non a mia impresa, non d’Impero al dono,

Ma a te, Venezia, madre mia due volte,

Catene prima in ruggini che sciolte

Di fatto, debbo il prospettato Trono.

 

D’una Regina più fastosi sono

Ora gli Erarj tuoi, e a età rivolte

Prolissità inchinevoli ritolte,

Gli alti Scettri di tube aralde al suono.

 

Di cannamele attorte di serpenti

Mercurio invano riccamente armato

Mai m’alleviò di nuove, ahimè, i tormenti.

 

Io tardi disillusa del mio stato,

Tra rivolte arrischiai in tutti i frangenti

Capo da un serto, & non da te piegato.

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