Archivio | febbraio, 2008

177. Per Irina Marina (e le altre).

11 Feb

Stamattina, aprendo l’antispam, dove molto spesso vanno a finire alcuni messaggj non meritevoli di censura, talora persino messaggj del sottoscritto, ho trovato un avviso piuttosto lungo di “Irina Marina” (che sia uno pseudonimo è abbastanza chiaro, ma lo ha anche specificato) riguardante una persona, cioè Alessandro Cazzi, di cui ogni tanto qualcuno viene a cercare qui notizie.

Benché nel messaggio in sé non ci sia nulla di greve o di offensivo, non ho avuto esitazioni a lasciarlo lì dov’era finito: questo per un pajo di motivi, molto semplici e, credo, molto logici.

Questa, innanzitutto, non è la sede per segnalazioni del genere; è il mio blog, non il vostro. Il messaggio conteneva inoltre accuse, non circostanziate ma a modo loro molto mirate e pesanti. Credo che Irina Marina, dato che è un essere ragionante, debba fare un minimo di esercizio di reminiscenza, descrivere con esattezza quello che concretamente le è successo e sottoporre il papiro che ne conseguirà alle autorità competenti. Posto ci sia qualcosa da fare seguendo quel percorso.

(Se proprio non c’è nulla da fare, ricordi che esistono coltelli, pugnali, squarcine, pistole, mitragliette, mazzette da cinque, boccette di vetriolo, killer professionisti, picchiatori altrettanto professionisti, hacker, vasche di acido &c.).

176. Rosa Bossi-Berlusconi (1911-2008).

5 Feb

Non di spumanti calici
La gioja ebbra saluti
Del tuo già quasi secolo
I termini scaduti;
Sul marmo in cui in quest’attimo
Tra i più ti si registra
Pirriche non t’intreccino
Le nonne di sinistra:
Solo oda la tua tomba
Il sasso che giù piomba.
*  *  *
Poiché non ti s’addicono,
E tanto più giulivi,
I giubilanti cantici,
Quanto son più tardivi;
Ma piuttosto l’attonito
Ooooh di gente sorpresa:
Non perché al capolinea
Tardi tu sia discesa,
Ma perché quella porta
S’è aperta; & tu sei morta.
*  *  *
Né a noi gaudio né lacrime
Causi la dipartita;
Ché fu per sé incolpevole
Quest’ora spenta vita.
Possa piuttosto renderci
Sulla sua discendenza
Un’ora inoppugnabile,
Più grata conoscenza.
Benché vivano eoni
Muojono i Berlusconi.