149. Dostoevskij.

10 Nov

Mi riferisco al post presente (http://lalucedimizar.splinder.com/post/14651452#comment), dove, da questa postazione, non posso commentare. Io credo che l’antisemitismo e il filozarismo di Dostoevskij dipendano dal filosemitismo e dall’antizarismo dei suoi contemporanei: dal sogno di un’umanità deterritorializzata, che è impossibile. Per uno scrittore, specie se ambizioso, il territorio è tutto. Lo dice, anche. Non ce l’aveva tanto cogli Ebrei quanto con i motivi per cui le informi “sinistre” di allora difendevano gli Ebrei stessi.

Comunque, per quanto in cacca, la Russia dei suoi tempi doveva essere un paradiso, rispetto all’Italia di oggi come di jeri e dell’altrojeri. Qui nessuno può permettersi di dire: coltivo sogni letterarj troppo vasti, ed essendo un poeta e non un artista finirò collo sciupare anche quest’idea. Qui nessuno ha mai osato fare una cosa tanto puerile come sognare. Se solo si azzarda lo sfondano.

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