Archivio | novembre, 2007

156. Ma allora è vizio!

30 Nov

La scuola serviva per farti venire gli spasmi di colite dall’ansia, per farti respirare ogni giorno il fiato e la puzza altrui, per farti apprendere a forza un pacchetto di nozioni pre-digerite, maleodoranti per il troppo uso, incomprensibilmente inutili.

155. Ecco, appunto.

28 Nov

Tu solo del buco del culo delle sogliole devi occuparti.

154. Casino.

22 Nov

No, no, poi il commento di tashtego c’era, era rimasto incagliato nell’antispam. Ma — tengo a precisare — non perché io abbia chiuso i commenti, ma inquantoché l’antispam tende a fare quel cazzo che gli pare, incamerandosi alla sanfasòn i commenti più innocenti. Dunque, non è colpa mia.

Il mio tempo di connessione è scaduto.

Vado a lavarmi le ascelle (peccato non poter fare niente per i piedi, ma forse, domani, se riesco a lavare i calzini…).

153. Rincrescimento.

22 Nov

Mi duole, ma la frase del mess. 152 “I commenti sono chiusi” non si riferisce al presente blog dell’anfiosso; ma a quello dei racconti porno (che poi dev’essere un bordello virtuale di cui gli alti papaveri di wordpress ancora non si sono accorti) che ho linkato alla parola chiusi.

La frase ha tratto in errore tashtego, che ha ritenuto di dover rispondere sul proprio blog alle mie osservazioni semiserie riguardo il suo intervento sulla puzza della gente che questua e che gli dà fastidio. La sua risposta, di là dalla durezza (perfettamente lecita: non è obbligatorio stare agli scherzi, figuriamoci ai semi-scherzi), mi dà la netta, quasi violenta, impressione di essere dettata da sentimenti esacerbati. Qualunque mia aggiunta in merito (anche se riguarda la mia condizione e la mia situazione e il mio modo di essere e di pormi — che tashtego, o altri, potrebbero non aver capìto affatto) potrebbe facilmente suonare provocatoria, od ostile, o volta ad esacerbare ancora di più.

Dato che sul suo blog (quello sì) i commenti sono veramente chiusi, posso mettere la mia non-replica, per quanto ridicolo possa apparire questo ping-pong da un blog all’altro, solo qui sopra.  

Mi limito a prendere rispettosamente atto; & voltiamo pagina.

152. Non è giusto!

21 Nov

I commenti sono chiusi.

😦

151. Pascoli e le piccole cose.

20 Nov

Solo perché non riesco a rispondere di là, su lalucedimizar.

Mi limito a riportare le esatte parole di Manganelli, sottolineando quello che mi sembra indiscutibilmente discendere dall’immagine del poeta delle piccole cose nel profilo fatto da Manganelli (approfittandone però per rilevare che per me quella definizione versificazione spesso inconsistente non dà senso, sicché mi piacerebbe che qualcuno me la spiegasse):

“Se vi sono libri che valgono a formare un abito mentale, che suggeriscono ed esemplificano un modo, destinato a restare lungamente autorevole, di considerare la poesia, i “Canti di Castelvecchio” è certamente uno di questi.
E’ difficile negare che molte cose ci rendono estranea quella  sottile e ingenua miscela di dotto, di arcade, di contadino e di professore che fu il Pascoli: la sua versificazione è spesso inconsistente, il linguaggio insieme prezioso e banale, le sue idee morali vaghe e adolescenti. E tuttavia, con quel suo tono gracile,  quel lieve isterismo esclamativo, Pascoli ha introdotto nella nostra letteratura una poesia privata, non soffocata dai miti collettivi, ma affettuosa verso il singolo, il solitario, una poesia che prepara la metamorfosi  delle gloriose sofferenze ottocentesche nelle più impure e ingegnose angosce d’oggi.”

150. Massì.

17 Nov

Va bene, va bene, tash.

Vorrà dire che mi terrò lontano.