119. Intorno al mondo con la zia Mame.

8 Mag

“Allora, come hai fatto, zia Mame?”

“Beh, per fortuna avevo una bottiglia di Nuit de Noël nella mia borsa – trenta dollari per cinquanta grammi, pensa! – L’ho vuotata tutta in una tazza di cartone e l’ho data ad Amadeo.”

“E l’ha bevuta?”

“Come un pesce. Il profumo sembra gli abbia fatto effetto. Divenne terribilmente pallido e si precipitò verso la toilette.”

“E dopo?”

“Dopo l’ho chiuso dentro a chiave.”

“Ma come hai fatto…”

“Smetti di interrompere. Sono salita a quel posticino che occupa il pilota e gli ho detto che Amadeo si sentiva male, se lui poteva fare qualche trucchetto per provocargli la nausea. Sai, eccitargli in qualche modo i succhi gastrici. E quell’adorabile danese ha fatto con quell’aeroplano cose che non sapevo possibili. Prima ha scritto il mio nome, poi ha scritto il suo. Il suo nome del resto era Jørgen Årup Hansen. E’ persino volato indietro per mettere quella diagonale sulla O e quel cerchietto sulla A, cose di cui i danesi vanno matti. Poi mi ha dato una pagnottella di salsiccia di fegato.”

 

Patrick Tennis, INTORNO AL MONDO CON LA ZIA MAME [“Around the World with Auntie Mame”, 1958], trad. Orsola Nemi e Henry Furst, Bompiani, Milano 1960   

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