98. Ho fatto l’americano?

10 Apr

alcor e tashtego sono giustamente perplessi di fronte al mio coniglio pasquale. In effetti qui in Italia le uova ci sono, ma sono frutto di deposizione misteriosa: non si sa dal pertugio di chissà quale animale (l’agnello, tanto per cominciare, non credo) escano. Gli Americani invece lo sanno (unitamente agli Europeo-settentrionali): è il coniglio pasquale, per l’appunto. Il perché la deposizione delle uova di Pasqua sia affidata proprio ad un coniglio qualcuno ritiene di poter spiegare. Ma suppongo che una volta accettata l’idea di un coniglio oviparo qualunque spiegazione possa risultare plausibile.

A differenza della notte di Allouìn, che qualche addentellato con le solite tradizioni pagane nostrali effettivamente ce l’ha, e a differenza di San Valentino, il cui valore di Lutto Universale di Coloro che Non Tromberanno Mai (e si vendicano distribuendo veleni in scatola) giustamente travolge tutte le frontiere, quella del Coniglio Pasquale è una falsa tradizione che da noi fatica non poco ad attecchire. Suppongo che molti, con un po’ applicazione, potrebbero trovare risposte abbastanza convincenti a questo mancato innesto: vuoi il mancato rapporto col sostrato mitico-superstizioso precristiano locale; vuoi il fatto che, anche senza scendere a spiegare per filo e per segno da quale orifizio precisamente discendano, le uova di Pasqua si vendono lo stesso; vuoi altre ingegnose e intelligenti ragioni, alle quali io tuttavia sarò sempre restio a credere. Di fatto, l’idea di un coniglio rosa che defeca uova di ciocciolata è semplicemente rivoltante, tutto qui. Non voglio spingermi a dire che solo un Americano può mostrare attaccamento a una leggenda tanto vomitevole, ma sicuramente ci si deve essere abituati sin da bambini, e da generazioni e generazioni. 

Quanto al perché io personalmente me ne sia uscito tanto disinvoltamente con un segnacolo demologico così estraneo alle patrie tradizioni può dipendere da molti fattori: come una striscia di Peanuts rimastami inopinatamente nel sangue, o la frase di un romanzo di Bellairs rimastami nella memoria, o qualunque altra cosa più o meno U., S. & A. possa avermi raggiunto visivamente o acusticamente nei primissimi dei miei 133 anni. Non ne ho la più pallida idea. L’unica cosa che ricordi è che sapevo già del coniglio pasquale quando chiesi lumi a mia madre, che in effetti mi spiegò che gli Americani per tradizione attribuiscono le uova pasquali al coniglio pasquale. Era Pasqua, e mia madre mi aveva effettivamente fatto trovare alcune delle tipiche uova; e ricordo che insistetti: “Queste uova le avrebbe fatte il coniglio di Pasqua?”. “Be'”, rispose mia madre dopo averci pensato un po’, “è sempre più sensato che attribuirne la deposizione a me”.

Non posso dire che l’avrei preferito, ma il Coniglio Pasquale non fa un po’ schifo anche a voi, a pensarci bene?

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