87. Quasi dimenticavo.

30 Mar

Diverso tempo fa, non so com’è, m’era venuto da cercare con google “arcidio baldani”. Questo strano nome (io penso si pronuncj “Arcìdio”, non “Arcidìo”, ma non è detto da nessuna parte) è quello di un poeta di origine credo emiliano-romagnola, che poi visse prevalentemente tra Roma (dove faceva il professore di lettere in un liceo) e Milano, dove in p.zza Diaz vendeva i suoi libri; fiorì tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta. Doveva essere un tipo quantomeno stravagante.

Comunque, a dar fede a quello che lui stesso dice, delle sue opere (che sono libri di poesie intitolati semplicemente Opera uno, Opera due, Opera tre &c., fino almeno a undici, dodici, tredici) ha piazzato dieci o ventimila copie. Molte ne inviava a titolo gratuito anche ad assessori, capi della polizia e dotti uomini, alcuni dei quali si sono prestati a rilasciare delle dichiarazioni, poi stampate in fondo, credo (ma vai a ricordare, ormai) all’Op. 9  o 11, che Arcidio Baldani era un vero grande, come Chateaubriand, Goethe, Napoleone e Vittor Ugo.

Oggi, comunque, non figura nelle storie letterarie.

Eppure era interessante: non ho esempj sottomano, e me ne dispiace, ma applicava al contrario la massima “nascondi la tua vita ed espandi l’anima”. Aveva una personalità gretta e risentita, portata al piagnisteo cattivo e al più ingessato profetismo, ma scriveva in sonanti metri regolari, quasi sempre endecasillabi, quando non in rima. Con effetti, a tratti, di notevole energia.

Quanto all’anima, quella cosetta rinsecchita che aveva in luogo di essa, lo portava a prendersela in maniera terribile col figlio, con certe prostitute incontrate per la strada, con i suoi studenti, e poi con grandi personaggj, specialmente capi di Stato e politici comunisti e soprattutto Marx, che, in certe pappolate in terzine, soleva apostrofare come “gente neanche battezzata”, come altri dice: “gente che non è nemmeno contribuente”, o “gente che nemmeno cià la terza elementare”. Sempre e comunque con un livore di sottofondo alla lunga (a voler leggere da capo a fondo due o tre suoi libretti) abbastanza spaventevole.

Lessi tre opere dispari, la Settima, la Nona e l’Undicesima. Passando dalla 7 alla 11 si notava un preoccupante crescendo nel suo astio contro il mondo, con venature masochiste e paranoidi. Diverse poesie esprimevano odio per i suoi vicini di casa, che secondo lui gli battevano nel muro col deliberato scopo di farlo impazzire. Un’altra esprimeva schifo di sé per vivere mantenuto da una donna che aveva regolari rapporti col proprio cane, oltre che col povero Arcìdio — non so se in tempi diversi o tutti quanti insieme, come re Orso, Oliba la bella dall’occhio giudeo e Lìgula. Quello che il compianto Gino Tasca avrebbe definito un “subconscio a cielo aperto”, insomma, ma esprimentesi in forme tanto quadre e limpide, in maniera così assolutamente non problematica, scolpita, nature, da risultare molto interessante — clinicamente, di sicuro, anche; ma non è certo questo il tipo di interesse che potessi concepire per un’opera talmente stravagante; direi che era esclusivamente da lettore, un interesse, appunto, letterario. La pazzia è — almeno per me — sempre uno spettacolo penoso, ma in concomitanza con gli accessi più incresciosi può, a seconda del talento del pazzo in turno, manifestarsi anche una forma di bellezza. E poi è salutare vedere fino a che punto può spingersi la sfida al ridicolo — io scrivo in versi rimati e metrati, per una forma di ostinazione (quella che il Baldani chiamava “resistenza”) che non porta mai buono. E’ anche per sapere che fine si può fare. Appunto: che fine ha fatto, Baldani? E’ “guarito”? E’ ancora vivo? E’ morto pazzo, coerentemente con la propria vita?

Quella volta, cercando questo stravagante personaggio in rete, senza particolare speranza di trovare alcunché, ho trovato un intervento, abbastanza strutturato, di un certo Cristiano Sias, su un forum dal nome ch’è tutto un programma.

Il forum oggi è blindato, ma potete, ovviamente, chiedere di iscrivervi, se v’interessa, fornendo nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono fisso controllabile, numero di cellulare, codice fiscale e numero di documento d’identità.

Non è uno scherzo.

Il perché di una simile scelta mi è chiaro solo in parte, e solo in base alle parole di Cristiano Sias stesso, che poi, come mi ha rivelato in privato, sono insufficienti a dare la misura della catastrofe avvenuta.

Per tutto il tempo a venire, dopo essere intervenuto in proposito di Arcidio Baldani [Cristiano Sias aveva lanciato la provocazione: E se Baldani dovesse essere considerato a sua volta un poeta-contestatore? — se provocazione può essere considerata, dal momento che Arcidio Baldani non se lo caca più nessuno da decenni] non ero più tornato sul forum.

Tuttavia, risultando iscritto, continuavo a ricevere la newsletter, che normalmente archiviavo senza leggere. Una volta o due ci ho sbirciato, e non ho trovato rimandi ad alcunché d’interessante. Finché domenica 11 marzo è pervenuta una mail dai toni piuttosto tesi, questa:

Questa email ti è stata inviata da un Amministratore di “Benvenuti su
Nuovapoesia”.
Se ritieni che questo messaggio costituisca spam (pubblicità non desiderata) o
pensi che il suo contenuto sia offensivo, contatta il webmaster al seguente
indirizzo:

redazione@nuovapoesia.it

Includi questa email, compresi gli headers.

Testo del messaggio:
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Augurando a tutti voi una serena domenica e scusandomi per l’intromissione
“personale” nella vostra casella di posta, dovuta a fatti che ritengo di
interesse vitale per il sito Nuovapoesia, sempre con il fine di una valutazione
costruttiva e un miglioramento, vi invito a leggere con la massima attenzione la
mia comunicazione odierna al link
http://nuovapoesia.forumup.it/about2743-nuovapoesia.html ed esprimere
liberamente la vostra opinione in merito.
Grazie per la collaborazione e un abbraccio a tutti!

Cristiano Sias
admin Nuovapoesia
info@nuovapoesia.it

Facciamo diventare grande questo sito, segnaliamolo a tutti gli amici della
nostra rubrica!

   
   
   
   
   
 
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Mi sono ovviamente chiesto che cosa cacchio ci potesse essere di tanto vitale in un sito che si chiama NuovaPoesia, e, blandamente incuriosito, sono andato a guardare. Non posso più recuperare quelle ridicole parole, non avendo più la possibilità di accedere a quel salottino (peraltro parecchio affollato di cretini, di questo dev’essere dato atto a Cristiano Sias); basti il succo: sostanzialmente l’administrator, e qualche poeta assiduo del forum, era stato centrato di messaggj poco deferenti, in pretto stile troll: il padrone di casa (invento, ma siamo lì) era un cagone, la tal poetessa aveva problemi di alitosi, &c. Sias aveva reagito, non so dopo quante provocazioni, con tono veramente isterico, e ha annunciato che sarebbero state adottate misure.

Quanto a queste, come ha rivelato la seguente newsletter, del 24 marzo,

Questa email ti è stata inviata da un Amministratore di “Benvenuti su
Nuovapoesia”.
Se ritieni che questo messaggio costituisca spam (pubblicità non desiderata) o
pensi che il suo contenuto sia offensivo, contatta il webmaster al seguente
indirizzo:

redazione@nuovapoesia.it

Includi questa email, compresi gli headers.

Testo del messaggio:
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

A tutti gli utenti:

Nuovapoesia CAMBIA e  comunica la prima parte del suo programma. Esprimete la
vostra opinione su “le basi del futuro”:
http://nuovapoesia.forumup.it/about2833-nuovapoesia.html (link in Home Page
nelle comunicazioni della redazione).

Buona domenica e buona scrittura a tutti!

Redazione Nuovapoesia
info@nuovapoesia.it
http://www.nuovapoesia.it
http://nuovapoesia.forumup.it/

Da:  <redazione@nuovapoesia.it>
Risposta:  redazione@nuovapoesia.it
Inviato:  sabato 24 marzo 2007 23.04.07
A:  redazione@nuovapoesia.it
Oggetto:  Le basi del futuro
 
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sono quelle di sopra riportate, cioè iscrivere e lasciar accedere al foro solo chi fornisse nome-e-cognome, indirizzo di casa, telefono di casa, cellulare, codice fiscale e numero di documento. ‘Sta minchia, pensai.

A livello della prima mail ero intervenuto sul forum (altra cosa che non recupererò mai più) dicendo che mi sembrava una reazione spropositata: se era tutto lì quello che Cristiano Sias e le sue frequentatrici avevano subìto, lo stile dei messaggj mi sembrava troppo scemo-chi-legge per essere la credibile scaturigine di tanto fervore.

Risultato: quando ricevetti, tuttora regolarmente iscritto, la newsletter del 24 marzo, quella in cui si annunciavano le basi del blindatissimo futuro del sito, dopo aver letto sul forum le nuove leggi, un po’ ho trasecolato (mi sembra francamente insultante chiedere tutti quei dati, io non li darei — e in effetti qualcuno s’è sin da sùbito detto contrario), un po’ mi sono detto chissenefrega; ma volevo, magari nei giorni seguenti, magari in un momento in cui non avessi proprio nulla da fare, aggiungere qualche parola alla faccenda. Non ho potuto farlo perché non ci riuscivo più.

Sicché, un po’ innervosito come sempre mi accade quando c’è una censura in atto, ho scritto rispondendo, semplicemente, alla newsletter, con queste parole:

—– Original Message —– From: “Melchiorre Gioja” <melchiorregioja@hotmail.com>

To: <redazione@nuovapoesia.it>

Sent: Sunday, March 25, 2007 3:10 PM

Subject: RE: Le basi del futuro


> Non sono mai riuscito a leggere quello che eventualmente era scritto in
> risposta al mio II ed ultimo intervento perché non risulto registrato. Ogni
> tanto mi piovono in casella vostre comunicazioni da ‘nuovapoesia’, sito di
> cui peraltro, avendo poco e pochissimo tempo a disposizione per frequentare
> altro che il mio blog, ho potuto leggere sì e no tre o quattro discussioni.
> L’ultima volta che sono intervenuto è stato in risposta ad una discussione
> nata in séguito alla puerili aggressioni dei soliti troll. Non mi rendono
> perplesso i troll, che sono una piaga della rete e che ho già paragonato
> alla gente che fa telefonate anonime; mi rende perplesso la reazione ai
> troll, offesa angosciata disperata. Credo di non capire nulla della linea di
> condotta della redazione. Anche quest’ultimo annuncio mi pare insulsamente
> sopra le righe, come fatto apposta per attirare gli scherni (come mi sembra
> anche, tutto sommato giusto: a chi ‘nullità umane’? a chi ‘sfruttatori del
> lavoro altrui’? Non sarebbe meglio chiedersi che razza di sentimenti siano
> quelli di chi riesce a farseli ‘assassinare’ così, dal primo coglioncello
> che passa e lancia un insulto? Spero per la vostra sanità che si tratti di
> pura e semplice ipocrisia, da parte vostra: se siete sinceri avete un
> *grande* bisogno di cure). Non so nemmeno se le leggi sulla privacy
> consentano di tenere un’anagrafe come quella che avete in progetto.
> La cosa che più fa ridere (a me personalmente) è che non sono in grado
> nemmeno di lasciare un numero di telefono, né fisso (non ho casa) né mobile
> (non ho un cellulare).
> Be’, auguri.
> Spero che presto o tardi troviate la pace, tutti quanti. Peccato che la
> poesia sia forse l’ultimo tra gli strumenti potenzialmente atti a farla
> conseguire, ma tant’è.
>
> David Ramanzini.
>
> (… RMNDVD74C14L388H ^_^).
 

La risposta a questa mia risposta è arrivata a stretto giro, ed è quella che segue:

Da:  Redazione Nuovapoesia <redazione@nuovapoesia.it>
Inviato:  domenica 25 marzo 2007 14.16.27
A:  “Melchiorre Gioja” <melchiorregioja@hotmail.com>
Oggetto:  Re: Le basi del futuro
 
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Gentile David “Anfiosso”,lei non sta parlando a ragazzini sprovveduti, ma a gente matura che conosce internet da 30 anni e che sa bene cosa dice, unendo capacità di realismo inimaginabile per lei, che denota una certa superficialità quando parla di “sopra le righe” per una vicenda che non conosce e in un contesto che continuerà in una contenzioso penale, con gente abituata, le assicuro, a misurare lo iota e lo iato, figuriamoci gli aggettivi.La preghiamo, si risparmi dunque la sua ironia di così basso livello, come quel codice fiscale in calce. Non è il momento giusto per gli infantilismi, ci creda. Nel suo interesse.Detto questo, se riceve le nostre mail la responsabilità è solamente sua perché  è regolarmente iscritto al sito con nick “anfiosso”, come ben sa.  Si era iscritto “casualmente” per Arcidio Baldani, ricorda? E non era più tornato. Stranamente ora ricompare improvvisamente per una vicenda che non la riguarda e sulla quale sa spargere critiche, fango e offese con strana attenzione. Nè  comprendiamo perché ci dice “Non sono mai riuscito a leggere quello che eventualmente era scritto in risposta al mio II ed ultimo intervento perché non risulto registrato”. Questa è una sciocchezza: lei ha libero accesso al sito e se ha dei problemi sono da ricercare in motivi diversi da un nostro eventuale intervento.Né comprendiamo il senso di queste sue “sospette” offese gratuite verso questa redazione “bisognosa di cure”, se non giustificandole con i suoi così intensi rapporti con i troll di cui tanto parla. A furia di stare fra gli zoppi si zoppica, pare. Naturalmente siamo lieti che lei si preoccupi della nostra sanità mentale, ma se lei non “capisce nulla” (parole sue) se la prenda con la propria ignoranza, non con l’intelligenza altrui. E non si preoccupi delle leggi: le conosciamo certo meglio noi di lei.E studi la regolamentazione di un’associazione, che di virtuale, come il vostro mondo che ormai non distinguete neanche più dal quotidiano, non ha un bel nulla.

Dovrà quindi purtroppo sopportarci.

Così come noi sopporteremo lei e le sue mail, a meno che non ci faccia la cortesia di chiederci la chiusura del suo account per occuparsi unicamente del suo blog.  Sicuramente la nostra pace verrà ritrovata più facilmente, se non riceveremo più mail come la sua.

Sempre felici di divertirla

Buona domenica

Cristiano Sias
info@nuovapoesia.it
http://www.nuovapoesia.it
http://nuovapoesia.forumup.it/

M’è rimasto un pajo di dubbj, che purtroppo sono destinati a rimanere tali:1. Come dev’essere intesa una “capacità di realismo inimaginabile per lei”? Come un “potevamo stupirla con effetti speciali, ma &c. &c. &c.”?2. Non era mia intenzione fare ironia. Pareva ironica, la mia mail?3. Quando dice “Non è il momento giusto per gli infantilismi, ci creda. Nel suo interesse”, che cos’è? Una minaccia?

4. Ho torto quando considero deliranti queste parole:

Detto questo, se riceve le nostre mail la responsabilità è solamente sua perché  è regolarmente iscritto al sito con nick “anfiosso”, come ben sa.  Si era iscritto “casualmente” per Arcidio Baldani, ricorda? E non era più tornato. Stranamente ora ricompare improvvisamente per una vicenda che non la riguarda e sulla quale sa spargere critiche, fango e offese con strana attenzione”?

Critiche? Fango? Offese?

5. Ma quanti ebeti stronzi girano per la Rete?

6. Cristiano Sias? Mavaffanculo, vah.

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