Archivio | 15:55

48. Non posso rimanere senza scrivere niente.

3 Feb

Non per altro, ma in giro nei blog che vado a vedere di solito non c’è niente di nuovo, a parte i miei ultimi commenti, alcuni dei quali persino sgrammaticati. Sono giunto persino a rimettere il naso nell’artifiziale, pensate che livello. Noto che al momento i porco dio vanno diffondendosi. Ma non ci sono altre novità di rilievo. Posto che un porco dio sia una novità, ovviamente. Di rilievo, ovviamente. Ho anche fatto il test proposto da una che si chiama sociopatica, con domande e tre opzioni per domanda: si trattava di decidere, in base al punteggio, se alla fin fine ero adatto per accompagnarmi con l’asfittica tenutaria del blog. Un’idea peregrina, da parte mia: fossi stato un filino più influenzabile avrebbe potuto crearmi serj problemi d’identità. Ma già alla seconda risposta mi sono preso del frocio. Mi sono sùbito riconfortato, e ho ovviamente interrotto.

Scrivere dovrebbe riuscire così, scontato e facile. Invece noto che faccio fatica, sono lento e macchinoso, costruito. Ma ci pensate che, regolarmente, rileggo, e che non resisto mai alla tentazione di spostare qualche parolina, o di aggiungere qualche virgolina? Per poi, magari, pretendere che sia tutto improvvisazione. Sembra accuratezza, magari, in astratto, ma lo squallido risultato è tutto qui da vedere. Sono un poveraccio. Ed è un peccato che la faccia tanto lunga, perché la più parte delle cose che m’escono sono poi corbellerie, quindi lo spreco è doppio. Da una parte perché scrivo anche per gli stronzi, dall’altra perché spreco spudoratamente le possibilità che pure non mi mancano di venire in contatto, per quanto mediatamente, con interlocutori degni — non dico di me.

Oggi mi sento svagato. Sarà che non ho dormito e che non ho mangiato quasi niente, forse. Ma non ho né fame né sonno: mi sento semplicemente rimbecillito. Avevo l’intenzione di segnare, anche quest’anno, la data esatta in cui il primo presagio di primavera ha fatto capolino, cosa che sento per via del naso che pizzica e che percepisco nella particolare sfumatura violacea di un certo momento crepuscolare. Avevo anche quest’anno l’intenzione, dico, di segnarmela, ma anche quest’annome ne sono dimenticato. Saranno due lustri che me ne dimentico, ed è del tutto normale, perché come la primavera manda il primo postiglione in disimpegno con le ruote imbottite, io automaticamente cado in letargo.

E voi come vi sentite? Non vi viene da sbadigliare?

(Dibbì, è suggestiva la tua poèsia, sotto il n° 47. Cercherò di pensare dov’è la contraddizione, nelle subsecività del coma. Jersera mi hanno chiesto di Platone, Aristotele, Hegel, Kant, Engels, Marx, Popper. Ma sai che mi sono accorto che di filosofia non so proprio un tubo? Perché, secondo te?).