Archivio | 17:30

CCLXIII. Che palle.

22 Mag

CCLXIII. Non è la prima volta che uso questo titolo. Il fatto si è che scrivere mi dà una soddisfazione particolare. Inquantoché per me scrivere, specialmente in pubblico, implica un grande sforzo della volontà. In realtà non ne ho mai voglia. E mi vergogno, sì, a dirlo, almeno un po’; ma non posso pretendere che non si capisca. Il fatto è — mi spiego meglio: ne avrei anche voglia, ma non mi viene così spontaneo. Non quando c o n s i d e r  o che in realtà la mia intenzione sarebbe scrivere, non comunicare. Ma dal momento che scrivere presuppone, lo si voglia o no, un pubblico, tanto vale che afferri il toro per le corna (così mi sono detto), cioè che scriva direttamente in pubblico. Ma in pubblico — appunto — c’è un pubblico. Di tre, quattro, cinque persone che giornalmente vengono qui e leggono; pochissime (non che ne vorrei di più, anche se forse un annetto fa mi avrebbe fatto piacere), ma pur sempre un pubblico. Purtroppo, mi sono accorto che a mano a mano che vado avanti, la stanchezza di produrmi su questo minuscolo e scassatissimo palcoscenico mi pesa vieppiù. Tutte le volte che mi connetto, ormai, mi viene più da piangere che da scrivere. Riesco a  g u a r d a r e  qualcosa sul blog di azu, mentre i blog di ella e la sirenetta sono attivi solo assai periodicamente. L’idea di familiarizzare con altri blog mi sderena non poco… Senza contare che quando càpito su blog che mi fanno schifo mi sento male…