Archivio | 17:38

CCLVI. Adesso che

8 Mag

mi sono connesso, rimpiango di non aver fatto un cadaverino eccellente, in modo da poterlo ricopiare adesso, di una bella frase che ho letto alle pp. 174-175 de La terra sotto i suoi piedi di Salman Rushdie (che sto leggendo adesso): è il pensiero di un serial-killer inviato telepaticamente al fratello. Potrei parafrasarlo, ma se non riporto le parole esatte non ha senso. E’ un concetto così ben espresso! Il fatto (in sintesi) è che ormai sono convintissimo che mi siano solo rimaste solo poche, semplici e chiare istruzioni da seguire. Non si può essere sé stessi a oltranza. A parte il fatto che è tremendamente patetico, è l’immensa dispersione che mi spaventa, o mi dovrebbe spaventare.