Archivio | 09:02

CCXV. Per ….ella

16 Feb

CCXV. (….ella, non riesco a lasciare commenti sul tuo blog per lo stesso motivo di cui nel post precedente, &c.)

CCXIV. Per la Sirenetta.

16 Feb

CCXIV. Sirenetta, ho dato uno sguardo al Parnaso Ambulante, purtroppo con questo terminale non posso leggere le recensioni. Se è per quello, con questo terminale non posso nemmeno lasciare commenti sul tuo blog. Mi sento frustrato, e anche un po’ stronzo. Comunque, metto il parnaso ambulante tra i link. Proprio per non sentirmi così, del tutto impotente.

CCXIII. Facciamo un po’ di autobiografismo.

16 Feb

CCXIII. Nella giornata dell’altroieri ho concepito un progetto che dovrebbe occupare una posizione piuttosto prioritaria nel mio eventuale venturo ruolino di marcia, e quindi piuttosto centrale nell’economia generale della mia esistenza; ho poi dedicato la giornata di ieri alla messa a punto di due progetti accessorii, non totalmente secondarii, il secondo dei quali peraltro si biforcherebbe e distinguerebbe in due progetti gemelli, anzi cugini. Il bilancio, oltre ad un nulla di fatto (ma sfido chiunque: i progetti son progetti), di cui non me ne importa una cippa, consiste in uno scialo allucinante di energie, che mi ha lasciato stordito e mi ha messo addosso un appetito che non posso soddisfare. Sono iperteso, ho una florida renaissance di tic isterici e rafforzo in me la convinzione che quasi tutto possa risolversi con un paio di ceffoni ben assestati.

CCXII. Sto

16 Feb

leggendo i Cento anni del Rovani, nei quattro volumetti della vecchia BUR; avevo letto solo il primo volume Garzanti, anni e anni fa, e avevo interrotto, trovandolo noioso (cioè: l’avevo trovato noioso, e, a prescindere [poiché non era mia intenzione interrompere, almeno non consciamente — ma mi fermo qui], avevo interrotto la lettura). Adesso lo trovo persino avvincente, e anzi pregusto l’idea di leggerne trenta o quaranta paginette quando, la sera, non ho veramente nient’altro da fare. Non posso nemmeno immaginare in che stato mi devo essere ridotto.

CCXI. La peggior scrittrice in rete.

16 Feb

CCXI. Non sto a spiegare il perché del titolo, semmai andate a leggere, e vedrete che mi darete ragione. Col piccì (che poi non è nemmeno un piccì, è un terminale — perché mi ostino a chiamarlo personale?) della biblioteca non posso entrare a lasciare commenti, e uno o due ogni tanto glieli lascerei anche — chiedo scusa: mi riferisco al blog di pattypiperita, che ha ormai tre anni di vita o di mi-mort, e dopo un penoso strascinarsi ginocchioni, con molte battute d’arresto, s’è nuovamente fermato (definitivamente non posso dire, perché non posso saperlo). Il penultimo intervento riguarda il sig. Ratzinger, pontefice massimo, l’ultimo (particolarmente brutto) un’amica della famigerata Matilde. Se qualcuno mi chiedesse come mai, a cadenze regolari abbenché assai lasche, io torni su quel blog non saprei proprio che cosa rispondere.