Archivio | 10:24

CLXXIX. Ho un cruccio.

14 Gen

Ma veramente scrivo come un ragioniere?

CLXXVIII. E niente,

14 Gen

c’è stata una discussione, ieri sera, ma non mette conto che la metta qui sopra perché intanto un diario di fatto ce l’ho, l’ho messo sottochiave. Anche se gli armadietti si aprono molto facilmente (comunque me lo sono portato dietro). In ogni caso ho avuto modo di dire all’aborto storpio, figlio di una storpia, figlio di una puttana storpia, a tua sorella quella mignotta sciancata, scherzo di natura, maiale rompicazzo, fatti i cazzi tuoi, le corna che tieni, schifezza, tu sei storto di dentro e di fuori. Mi sono rimasti fuori re della corte dei miracoli e, appunto, aborto. [Gli ho anche mostrato il medio]. Assai significativo il fatto che mi abbia detto (oltre a strunz, coglione, fangul, le corna che tieni, ricchio’, zoccolo’, non te le do io ti mando gli amici miei, te faccio accird) anche che minghia stai a scrivere? è inutile che stai a scrivere qui fino alle tre del mattino, non sei  nisciuno, nella tua vita non ci sta niente, non hai mai fatto un cazzo di niente, va a fatica’ [le patane so’ bbone cotte], solo droga, droga — DROGATO!!!  Stamattina dovevo avere una specie di colloquio di lavoro (?) con uno che si chiama Nene, e ha un’agenzia di nome "La Gunter" (nessuno mi chieda che cosa significa); costui fino a qualche mese fa era per dormitori, e adesso ha un ufficetto in via s. Domenico. Giorni fa mi ha dato appuntamento per le 13.00 qui all’informacittà, ma è venuto a vedere se c’ero alle 10.30 (come riferito dagli addetti). Stamani avevo appuntamento con lui (anche se il sabato normalmente non lavora) alle 10.00, ma non c’era né alle 10.00 né alle 10.30. Sicché me ne sono venuto qui.