CLIV. Dal post precedente.

20 Nov

CLIV. A differenza delle germaniche e della greca, dalla quale si può tuttavia rubacchiare, le lingue romanze hanno serie difficoltà a creare composti. Non se ne dovrebbero coniare, essendo le singole parole tonde come ciottoli levigati dall’acqua, e quando se ne fanno, di norma, fanno schifo. Passi il roseodigita, ma gli allusivi trovati dal faticoso Foscolo per gli dèi omerici sono spaventevoli (bianchibraccia, per es.). Cose come leggiadribelluccia tarano irrimediabilmente il ditirambo del Redi. Cose così. Insomma, fanno schifo.

Nel post precedente, che voleva essere scritto in italiano e non in tedesco, c’è scritto tra l’altro: … del poema di un solo autore più lungo della storia umana. Dove più lungo si riferisce al poema, non alla statura del p. Brien, che non ho mai conosciuto personalmente e che non sarei in grado di disseppellire, almeno al momento. S’intendeva, insomma, riferirsi al poema di-un-solo-autore più lungo, &c. Come si può dire? Adespoto si dice di uno scritto senza autore specificato (da non confondersi con acefalo, che è uno scritto rimasto senza titolo, per un motivo o per l’altro); monodespoto si potrà dire? (Qualche filologo si sarà mai posto il problema? Esisterà un’espressione del genere, o qualcosa che l’equivalga?). ((Perché sono così ignorante, mio dio?))

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